Alluminio e cibo: qualche consiglio
Con il dott. Agostino Dossena, medico specialista in Anestesia e Rianimazione e divulgatore scientifico, approfondiamo oggi il tema degli imballaggi alimentari, in particolare dell’uso dell’alluminio in cucina.
Nei miei zapping alla ricerca di qualche conferenza medica ogni tanto imbatto in filmati di cucina e mi capita spesso di veder utilizzare vaschette e fogli di alluminio sia per conservare che per cucinare. Analogamente ad altri metalli pesanti, l'alluminio è una sostanza altamente tossica per il sistema nervoso centrale, poiché può accumularsi all'interno di esso passando attraverso la Barriera Emato-Encefalica, uno “scudo” che protegge il tessuto cerebrale dalle sostanze presenti nel flusso sanguigno.
Gli effetti neurotossici dell'alluminio sono stati riscontrati in pazienti dializzati e alcuni studi hanno evidenziato un possibile legame col morbo di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative, Parkinson, etc.
Cito dal Ministero della Salute: “La contaminazione del cibo per fenomeni di migrazione da utensili o imballaggi è una delle fonti di esposizione alimentare, ma è anche quella direttamente prevenibile attraverso semplici accorgimenti, considerato che il rilascio di alluminio dai materiali a contatto è condizionato dalle modalità di uso e da altri fattori combinati, quali il tempo di conservazione, la temperatura e la composizione dell’alimento.
I gruppi di popolazione più vulnerabili alla tossicità orale dell'alluminio sono quelli con diminuita capacità escretoria renale: anziani, bambini sotto i 3 anni, soggetti con malattie renali e donne in gravidanza. In Italia con il decreto ministeriale 18 Aprile 2007, n. 76 sono state previste specifiche disposizioni, in particolare i contenitori in alluminio devono riportare in etichetta una o più delle seguenti istruzioni:
a. non idoneo al contatto con alimenti fortemente acidi o fortemente salati
b. destinato al contatto con alimenti a temperature refrigerate
c. destinato al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per tempi non superiori alle 24 ore
gli alimenti solidi secchi (come caffè, cioccolato, frutta secca, spezie ed erbe per infusi, pasta secca, cereali, legumi secchi, pane, ecc) possono invece essere conservati a temperatura ambiente anche oltre le 24 ore
Ecco alcuni consigli pratici:
- Evita di usare l'alluminio per incartare i panini dei bambini, ma direi di tutti
- Per la cottura al cartoccio preferisci la carta da forno, al massimo avvolgi la carta nell'alluminio
- Evita di utilizzare vaschette metalliche e i fogli di carta stagnola per conservare e cuocere cibi, soprattutto cibi acidi e salati. Personalmente non li uso più con nessun alimento
- Non riutilizzare i contenitori monouso, gettali nella differenziata dopo l'uso
- Non graffiare pentole, padelle e altri contenitori durante il loro utilizzo e non pulirli con prodotti abrasivi
- Sostituire le padelle antiaderenti (in alluminio) in cui lo strato antiaderente è rovinato
- Non utilizzare pentole di alluminio (so di dare un dispiacere ai cuochi): cuociono magnificamente ma intossicano
- Utilizza caffettiere in acciaio: il caffè è un alimento acido ed è dimostrato che nel caffè fatto con le caffettiere in alluminio vi è rilascio di alluminio (è stato oggetto anche di una puntata della trasmissione Report). Vi assicuro che il caffè fatto con la moka in acciaio non ha niente da invidiare a quello fatto con la classica in allumino.