Anomalie del neonato: cosa osservare e come intervenire


14/07/2021

A cura del professor Giuseppe Ferrari, specialista in pediatria presso Affidea AMP di Torino

 

Individuare e segnalare le anomie del neonato

Alcune piccole anomalie del neonato possono sfuggire ai genitori. Vediamo come rilevarle e segnalarle al pediatra nei primissimi mesi di vita, in quanto un intervento tempestivo potrebbe prevenire e scongiurare problemi più seri.

  • Gli atteggiamenti del capo

Quando il bambino dorme sempre con la testa girata da una parte le, mamme temono la comparsa di deformità e cercano, con strane sistemazioni del cuscino, di fargli prendere altre posizioni. In realtà, il bambino può e deve dormire girando la testa dal lato che preferisce. Non è la posizione, infatti, a causare deformazioni.

Le prime apparenti deformità si correggono spontaneamente, non c’è motivo di preoccuparsi.

Anche l’atteggiamento del capo lievemente flesso di lato, specie quando è seduto, è piuttosto frequente. Anche se nella maggior parte dei casi si tratta solo di una sensazione delle mamme o di un atteggiamento passeggero del bambino, nel dubbio, è bene consultate il pediatra.

Solo in casi molto rari può trattarsi di una reale anomalia dei muscoli del collo: il cosiddetto torcicollo del bambino.

  • Il torcicollo

Il torcicollo del bambino è dovuto alla lesione di un muscolo del collo (lo sternocleidomastoideo) che, non sviluppandosi correttamente, tira il capo verso un lato specifico. La formazione di un piccolo ematoma in corrispondenza del muscolo sternocleidomastoideo, con il passare dei mesi, può causare uno sviluppo incompleto.

Per prevenirlo è necessario rilevare tempestivamente l’ematoma, che si presenta sotto forma di una piccola massa di consistenza duro elastica della grandezza di una nocciola, lungo il decorso del muscolo. Compare verso il 10° giorno di vita del bambino, quindi spesso fuori dalla tempistica degli abituali controlli pediatrici.

È importante che i genitori monitorino l’evoluzione e, nel dubbio, si rivolgano al pediatra. In questo caso, un tempestivo intervento previene problemi più importanti.

  • Gli angiomi (voglie)

Gli angiomi sono costituiti dalla dilatazione o dall’abnorme sviluppo di capillari e di vasi sanguigni. Esistono due tipi fondamentali di angiomi: quelli piani e quelli rilevati.

  • Gli angiomi piani sono dovuti a dilatazione di capillari e si presentano come macchie, con colore variante dal rosso vinoso al rosa. Tendono a scomparire alla pressione del dito.
     
  • Gli angiomi rilevati si presentano come masse, più o meno rilevate, con superficie moriforme o irregolare, di grandezza variabile, di colorito rosso vinoso o rosso violaceo, di consistenza morbida o molle, relativamente approfondite nella cute.

 

Cosa fare in presenza di angiomi?

Per gli angiomi piani il problema è di semplice soluzione: sono poco deturpanti e scompaiono entro l’anno di vita. Anche gli angiomi rilevati vanno spesso incontro ad una regressione spontanea, con risultati finali ottimi.

Il miglior trattamento terapeutico è l’attesa. Non lasciatevi trasportare dall'emotività consultando più medici fino a trovare quello disponibile a intervenire. Questa non sempre è la tattica giusta. Mettetevi nelle mani di un bravo dermo-chirurgo ospedaliero.

  • Il criptorchidismo o testicolo ritenuto

Alla nascita, i due testicoli devono essere presenti nella borsa scrotale. Deve, cioè, essere

possibile palpare nello scroto le due piccole sfere costituite dai testicoli.

Nel 3-4% dei neonati a termine e nel 30% dei neonati immaturi questo non avviene. In questi casi si parla di criptorchidismo.

In ogni caso, se siete voi ad accorgervi o anche solo se avete un dubbio al riguardo, rivolgetevi subito al pediatra.

  • La fimosi

La fimosi è caratterizzata dall’impossibilità di scoprire completamente il glande (la parte

anteriore del pene) a causa dell'abbondanza del tessuto del prepuzio che lo ricopre e, restringendosi, lo chiude.

La maggior parte dei bambini alla nascita presenta questa caratteristica poiché il prepuzio sovrabbondante non riesce a scorrere e quindi rimane aderente al glande, rivestendolo completamente. Questa situazione, normale alla nascita, richiede successivamente di essere modificata. Sarà compito del pediatra farlo, con manovre semplici e delicate.

  • Il mughetto

Il mughetto è un'infezione di scarsa importanza, ma di ampia notorietà, dovuta a un fungo che prende il nome di Candida Albicans. Normalmente si localizza alla bocca. La contaminazione avviene nel momento del passaggio nel canale del parto, attraverso le tettarelle o le mani contaminate.

L'età più colpita è quella compresa tra i primi giorni e i primi 2‐3 mesi di vita. È caratterizzato dalla comparsa di piccole chiazze biancastre sulla lingua, sul palato e sull'interno delle guance, chiazze che possono inizialmente essere scambiate per latte coagulato. Se non si interviene, i punti bianchi tendono a unirsi fra loro e a formare una patina continua che può essere fastidiosa e può creare difficoltà alla suzione.

 

Come curare il mughetto?

Il mughetto si cura avvolgendo una garza sterile intorno all’indice, la si immerge in una soluzione di acqua sterile e bicarbonato e/o in un farmaco antimicotico, quindi si praticano “toccature” del cavo orale (lingua compresa) cercando di asportare in modo molto leggero la patina biancastra.

  • I frenuli labiale e linguale

Il frenulo linguale è situato tra la faccia inferiore della lingua e il pavimento della bocca. Il frenulo labiale è posto tra la superficie interna del labbro superiore e la gengiva. La loro brevità può creare, sia pur raramente, qualche problema.

  • Il frenulo linguale di solito non causa particolari guai. Il lattante può succhiare, vocalizzare, crescere bene e soprattutto parlare normalmente. Nei rarissimi casi in cui provoca anomalie alla struttura del palato e della mandibola, il frenulo deve essere tagliato, di solito intorno all'anno di età e mai oltre i quattro anni.
     
  • Il frenulo labiale, se rimane breve e tozzo, verso il 6°/7° anno di vita deve essere tagliato poiché impedisce agli incisivi superiori di spuntare ben ravvicinati tra di loro. Si forma in questi casi il diastema, il caratteristico spazio tra gli incisivi.

 

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