Calcoli renali: sintomi e dieta alimentare
La calcolosi urinaria può manifestarsi con alcuni sintomi, come il mal di schiena e il dolore all’addome. È importante ricordare come le indicazioni dietetiche possono essere importanti per aiutare a contrastare la patologia. La corretta alimentazione può aiutare a prevenire o eliminare i calcoli renali.
Cosa sono i calcoli renali e quali sono le cause?
I calcoli renali - identificati dal termine medico "nefrolitiasi" o "litiasi renale" - sono delle piccole aggregazioni di sali minerali che si formano lungo il decorso delle vie urinarie.
Questi "sassolini" derivano dalla precipitazione e dall'aggregazione di alcune sostanze normalmente presenti nelle urine.
Incidenza e classificazione della calcolosi urinaria
La calcolosi urinaria si riscontra prevalentemente nella popolazione adulta di sesso maschile (tra l’1% e il 10% in Italia e nei paesi industrializzati), con una maggiore incidenza nell’età compresa tra i 30 e i 50 anni, con una tendenza elevata alle recidive.
In Italia si stimano circa 100.000 nuovi casi all’anno.
La classificazione si basa sulla composizione stessa dei calcoli, poiché questi presentano patogenesi ed eziologie differenti.
Negli Stati Uniti, ad esempio, circa l'85% è composto da calcio (principalmente ossalato di calcio) e il 10% da acido urico.
È importante individuare le diverse tipologie perché, tramite l’identificazione della composizione e/o dei fattori metabolici di rischio, deve essere applicato un diverso approccio terapeutico.
Quando non è possibile identificare in modo chiaro il tipo di calcolo, si possono applicare delle regole generali, comunque valide, rappresentate da:
- Correzione del sovrappeso corporeo
- Normalizzazione dell’ipertensione arteriosa
- Trattamento della dislipidemia (cioè l’aumento del colesterolo e/o dei trigliceridi)
- Trattamento dell’iperuricemia (acido urico elevato)
- Controllo dell’intolleranza agli zuccheri
Tra le prestazioni necessarie per diagnosticare la calcolosi ricordiamo: l’esame delle urine o un’ecografia renale.
Acqua e calcoli renali, funziona?
La terapia idropinica, meglio conosciuta come la cura dell’acqua, è un provvedimento generale che va consigliato e prescritto a tutti i pazienti.
Nelle 24 ore giornaliere, è fondamentale introdurre una quantità di liquidi sufficiente all’espulsione di almeno 2 l di urine.
Come regola generale si consiglia l’assunzione di acqua oligominerale, sia durante la giornata, sia prima di coricarsi, fermo restando che acque alcaline e/o calciche hanno le loro specifiche indicazioni.
Rimangono da evitare le bevande gassate e/o zuccherate.
Le migliori indicazioni alimentari per prevenire la calcolosi urinaria
Varie possono essere le prescrizioni dietetiche volte alla prevenzione dei calcoli renali, in quanto rivolte ai pazienti sulla base della composizione di essi o dei fattori di rischio metabolici.
L’applicazione di una “dieta mediterranea”, che riprenda la piramide alimentare, rappresenta un provvedimento generale, ma sicuramente utile allo scopo di ridurne l’incidenza.
In pratica consiste in una dieta che comprenda il consumo di pane, pasta, riso, cereali, legumi, olio di oliva, verdura e frutta, riducendo il quantitativo di carni, insaccati e formaggi.
Lo schema dietetico dovrebbe infatti prevedere un contenuto “controllato” di sale, zuccheri semplici e proteine animali (carne, salumi, pesce, formaggio, uova), limitate ad un solo pasto al giorno. Il significato di assunzione “controllata” però non può essere automatico, in quanto dipende dall’età, dal sesso, dall’attività motoria e/o sportiva e da quella lavorativa.
Si può anche suggerire di limitare l’assunzione di alimenti ricchi di ossalato, che rappresenta, se in eccesso nelle urine, uno dei fattori predisponenti la formazione dei calcoli.
In particolare, si sconsigliano:
- spinaci
- cioccolato
- rabarbaro
- mandorle
- noci
- cereali integrali
Regimi alimentari personalizzati sono conseguenti alla conoscenza della composizione del calcolo o dall’evidenza di specifici fattori metabolici di rischio.
Attraverso questi accorgimenti è possibile attendersi una riduzione della escrezione urinaria dei promotori (come il calcio e l’acido urico) ed un aumento della escrezione degli inibitori (come il citrato), prevenendone la formazione.
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