Conoscere il tumore dell’ovaio per prevenire e affrontare la “neoplasia che ama nascondersi”


08/05/2019

A cura del Dott. Salvatore Gizzo, Medico Specialista in Ginecologica ed Ostetricia e Medicina della riproduzione per i centri Affidea In Veneto

Cosa sono le ovaie e qual è la loro funzione?

Le ovaie sono due organi di circa tre centimetri di diametro (variabile in relazione all’età ed allo status funzionale) situate lateralmente all’utero e in connessione con esso mediante le tube. Le loro funzioni sono sostanzialmente due: produrre ormonisessuali femminilie garantire mensilmente circa l’ovulazione per tutto il periodo fertile.

Quali sono le cause del cancro all’ovaio?

Il cancro all’ovaio è dovuto alla proliferazione incontrollata delle cellule dell’organo, il più delle volte le cellule epiteliali (ovvero quelle che producono gli ormoni) sebbene più raramente anche le cellule germinali possono generare una forma tumorale.

Il carcinoma dell’ovaio, pur essendo per ovvi motivi appannaggio della popolazione femminile, a differenza di altri tumori “della donna” quali tumore al seno e al collo dell’utero è purtroppo caratterizzato da una maggiore disinformazione nella popolazione, dall’assenza di programmi di screening efficaci, da una più elevata difficolta diagnostica e, vista la quasi assente sintomatologia nelle forme iniziali da una sottostima del rischio quod vitam da parte del paziente.

Quali sono i fattori di rischio legati al tumore ovarico?

Anche nel caso dell’ovaio, le cause possono essere genetiche o legate allo stile di vita. Ciò che si sa è che un certo numero di fattori aumentano il rischio di sviluppare questa forma di tumore.

Un primo fattore di rischio è rappresentato dall’età, in quanto il picco di incidenza della malattia si registra tra i 50 e i 60 anni, dunque nelle donne in età peri o postmenopausale. Tuttavia, alcuni tipi di tumore dell’ovaio possono presentarsi in donne più giovani. Il 15-25% dei tumori all’ovaio ha come principale fattore di rischio la familiarità. Donne con madre(o sorella o figlia) affetta da un tumore dell’ovaio, della mammella o dell’utero hanno maggiori probabilità di contrarre la neoplasia.

Le alterazioni dei geni Brca 1 e Brca 2di origine ereditaria possono portare a una predisposizione più o meno importante allo sviluppo del tumore ovarico.

La percentuale di rischio di tumore ovarico è del 39-46% se è presente una mutazione del gene Brca 1, ed è del 10-27% se è presente una mutazione del gene Brca 2. Essere portatori di una mutazione di tali geni comporta una maggiore probabilità, ma non la certezza di ammalarsi.

In questo caso però è importante seguire un programma di controlli regolari ed accurati, così come è importante informare i membri maggiorenni della famiglia che potrebbero essere, a loro volta, portatori della mutazione.

Per accertare l’esistenza di tali alterazioni si effettua il test genetico Brca 1 e Brca 2, un test di laboratorio che permette di individuarne l’esistenza e, in caso positivo, di identificare le possibili opzioni di prevenzione.

Come fare prevenzione del tumore dell’ovaio?

Non esistendo strategie preventive efficaci per il tumore dell’ovaio, l’annessiectomia profilattica bilaterale, l’asportazione di tube ed ovaie, è in grado di prevenire la quasi totalità dei tumori ovarici su base genetico-ereditaria. Il test di laboratorio è estremamente utile anche quando viene effettuato su pazienti già colpite da tumore ovarico perché consente di modellare la terapia farmacologica su questa specifica situazione e di migliorarne significativamente l’esito.

Oltre alla familiarità e al rischio genetico bisogna considerare il sistema endocrino che si occupa della produzione e distribuzione di ormoni nell’organismo. In genere ovulazioni ripetute sembrano associate a un rischio maggiore di contrarre la malattia, mentre la gravidanza sembra giocare un ruolo importante come fattore protettivo del tumore dell’ovaio proprio per la riduzione del numero di ovulazioni.

Lo stesso vale per un che sembra incidere prolungato allattamento positivamente nel proteggere dalla malattia. Alcuni studi hanno mostrato un’incidenza maggiore di tumore all’ovaioin donne soggette a menarca precoce(prima mestruazione) o menopausa tardiva.

Esiste anche una correlazione tra endometriosi e tumore all’ovaio. Al contrario l’assunzione prolungata della pillola è associata a un rischio minore di contrarre la malattia. L’obesità, il fumo, l’assenza di esercizio fisico sono ulteriori fattori che aumentano il rischio di sviluppare questa neoplasia.

La difficile diagnosi del tumore dell’ovaio

Per il tumore dell’ovaio non esiste un elenco chiaro e preciso dei sintomi ai quali prestare attenzione. Tuttavia, è opportuno che ogni donna sappia riconoscere alcuni segnali che possono indicare il manifestarsi della malattia e rivolgersi al proprio medico. Nello stadio iniziale, quando è localizzato all’ovaio, il tumore ovarico è generalmente asintomatico. Quando presenti, i sintomi più comuni e che spesso si manifestano solo nelle forme più avanzate sono: gonfiore addominalepersistente/intermittente, necessità di urinare spesso, dolore addominale, aumento di peso, gonfiore addominale. Sintomi meno comuni sono: l’inappetenza, le perditeematiche vaginali, le variazioni delle abitudini intestinali. Si tratta di sintomi molto aspecifici e comuni che, nella maggioranza dei casi, hanno un’origine differente dalla presenza di un tumore.

L’importanza di una diagnosi precoce

Non essendo possibile effettuare alcuno screening per tale neoplasia, ed essendo la prognosi inversamente proporzionale allo stadio raggiunto al momento della diagnosi e cura, l’unica vera “misura di profilassi” attuabile resta la diagnosi precoce.

Per una corretta diagnosi di tumore dell’ovaio si rende necessaria una visita specialistica Ginecologica supportata da ecografia pelvica transvaginale. L’iter diagnostico spesso risulta essere completato da dosaggio dei marcatori tumorali(CA125, HE4, R.O.M.A score, CA 19.9, CE 15.3 e CEA), attraverso un prelievo del sangue prescritto nel caso in cui il quadro ecografico risultasse sospetto.

In caso di ulteriore dubbio, è bene associare anche una Risonanza Magnetica pelvicae/o una TAC addominale(ed eventualmente una PET-TAC che permette di valutare aree ad elevata attività metabolica in modo molto affidabile).

I nostri centri Affidea in Veneto – Poliambulatorio Morgagni di Padova, Poliambulatorio Delta Medicaa Monselice e Uni X Poliambulatorio di Piove di Sacco – offrono la possibilità di effettuare un adeguato counselling in merito al tumore dell’ovaio e l’inquadramento clinico strumentale adeguato, grazie alla disponibilità di strumentazione all’avanguardia(ecografi di ultima generazione con sonde bi e tridimensionali e software di rendering dell’immagine ottimizzata).

La possibilità di effettuare anche indagini di imaging di secondo livello (TAC E RM addominopelvica) in tempi rapidi e con gestione multidisciplinare con il Ginecologo rappresenta un ottimo starting point per la diagnosi precoce della neoplasia.

Ad ulteriore conferma dell’interesse da parte dei centri Affidea in merito a tale neoplasia, è offerta alla popolazione afferente la possibilità di effettuare il test genetico per la mutazione BRCA 1-2 in tempi rapidissimi con counselling pre e post test multidisciplinare al fine di indirizzare nel più breve tempo possibile la paziente verso il percorso di cura e/o follow up più adeguato al proprio status clinico