GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO: I consigli Affidea per la prevenzione
World Cancer Day - 4 febbraio
La Giornata Mondiale contro il Cancro (World Cancer Day) che si celebra il 4 febbraio di ogni anno, è una ricorrenza istituita dall'Unione per il Controllo Internazionale del Cancro (UICC), con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione. Infatti, almeno un terzo dei tumori più comuni si potrebbe prevenire attraverso una dieta sana, il mantenimento di un peso corretto e l'attività fisica (OMS).
Il rischio di contrarre la malattia è dato dalla combinazione di diversi fattori, oltre che dalla dotazione genetica e dall'effetto del caso. Tra i fattori di rischio però, ce ne sono alcuni su cui possiamo intervenire attivamente, mettendo in atto comportamenti virtuosi e scelte di vita sana.
PREVENIRE, PREVENIRE, PREVENIRE
La prevenzione si articola in tre step.
Prevenzione primaria
Il primo passo è quello di adottare comportamenti sani per prevenire l'insorgenza di tumori: non fumare, praticare attività fisica, mantenere un'alimentazione equilibrata e vaccinarsi contro i virus dell'HPV e dell'Epatite B.
- Il fumo è la prima causa di cancro, facilmente prevenibile. Il consumo di tabacco provoca circa 15 tipi diversi di cancro ed è responsabile di circa 8 milioni di morti ogni anno. Non fumare o smettere subito è la cosa che possiamo fare per prevenire il cancro.
- L'alimentazione ha un ruolo fondamentale nella prevenzione del cancro: l’American Institute for Cancer Research ha stimato che le abitudini alimentari malsane sono responsabili di circa tre tumori su dieci. (Scopri gli incontri Affidea dedicati all'alimentazione sana per approfondire il tema).
- L'attività fisica influisce su alcuni meccanismi essenziali dell’organismo, come il metabolismo energetico e ormonale, l’infiammazione, il sistema immunitario. Diversi studi hanno dimostrato gli effetti dell'attività fisica nel ridurre il rischio di sviluppare diversi tipi di cancro.
- Le infezioni croniche (comunemente causate da virus) sono ritenute responsabili di circa il 16% di tutti i tumori a livello globale. Alcune delle forme più comuni di cancro, come quello al fegato, al collo dell'utero e allo stomaco, sono associate a infezioni da virus dell'epatite B (HBV) e del papillomavirus umano (HPV). Risulta dunque fondamentale vaccinarsi per prevenire tali tumori.
Prevenzione secondaria
Lo scopo della prevenzione secondaria è quello di escludere o individuare tempestivamente la malattia nelle prime fasi. La diagnosi precoce può avvenire attraverso programmi di screening a livello nazionale, per alcuni tipi di cancro, o sottoponendosi ad esami diagnostici specifici. In particolare, per i tumori più diffusi, ci sono alcuni esami diagnostici che possono essere eseguiti preventivamente:
- Tumore al seno: è la neoplasia più diffusa in Italia con un'incidenza in crescita ma un tasso di mortalità in diminuzione grazie ai programmi di prevenzione, che prevedono: visita senologica, ecografia mammaria e mammografia, a seconda delle fasce d'età. Per approfondire
- Tumore alla prostata: è il tumore più diffuso tra la popolazione maschile e può essere diagnosticato preventivamente sottoponendosi a visite urologiche o andrologiche periodiche e sottoponendosi agli esami indicati dallo specialista (come esami del sangue ed ecografie). Per approfondire
- Tumori della pelle e melanoma: per la diagnosi di questo tipo di tumori non esiste un programma di screening nazionale; è consigliato dunque effettuare periodicamente visite dermatologiche e mappature dei nei (con dermatoscopio o epiluminescenza).
- Tumore al collo dell'utero o della cervice uterina: l'incidenza di questo tumore è diminuita negli anni grazie ai vaccini e ai programmi di screening; per una diagnosi precoce sono fondamentali i Test HPV, il PAP Test e la Colposcopia (solo in caso di test positivi).
- Tumore del colon retto: si tratta di una malattia diffusa soprattutto tra i 60 e i 75 anni. A questa fascia di popolazione è consigliato effettuare periodicamente l'esame di ricerca del sangue occulto nelle feci (SOF) e, in caso di positività, la colonscopia.
Prevenzione terziaria
L'ultimo step riguarda la prevenzione di eventuali recidive (o ricadute) o di complicanze (come metastasi) dopo che la malattia è stata curata. Essa comprende le cosiddette terapie adiuvanti; anche in questa fase è fondamentale affidarsi e seguire il percorso terapeutico indicato dallo specialista.
L’imperativo è sempre lo stesso: PREVENIRE, PREVENIRE, PREVENIRE