Gli effetti del sale da cucina sulla salute


02/02/2024


Con il dott. Agostino Dossena, medico specialista in Anestesia e Rianimazione e divulgatore, approfondiamo oggi un tema che ci riguarda da vicino, l'utilizzo del sale nella dieta e nella preparazione dei cibi.

Da anni esiste l’allarme sull’eccesso di sale nella nostra dieta, vuoi per cibi naturalmente ricchi, vuoi per l’aumentato consumo di cibi conservati con abbondante aggiunta di sale (cibi in scatola etc etc). L’alert era soprattutto riguardo al fatto che l’eccesso di sale comporta un aumento della pressione arteriosa, ma non solo.

Secondo uno studio che utilizza i dati della UK Biobank, le persone che abitualmente aggiungono sale ai loro pasti a tavola potrebbero inconsapevolmente mettere a rischio i loro reni. Le aggiunte croniche di sale sono associate a un rischio elevato di sviluppare malattia renale cronica (CKD), come rivelato da ricercatori guidati da Rui Tang, dottorando in epidemiologia presso la Tulane University di New Orleans, Louisiana. Lo studio è stato pubblicato su JAMA Network Open.

Ampio campione di studio

In uno studio di coorte basato sulla popolazione comprendente oltre 460.000 partecipanti alla Biobanca britannica di età compresa tra 37 e 73 anni, Tang e colleghi hanno esplorato l’associazione tra l’aggiunta di sale da cucina al cibo e l’aumento del rischio di insufficienza renale cronica.I partecipanti hanno indicato quanto spesso aggiungevano sale ai loro pasti: mai o raramente, a volte, spesso o sempre. Il periodo di follow-up ha superato un decennio e la durata mediana è stata di 11,8 anni. Durante questo periodo sono stati documentati circa 22.000 nuovi casi di insufficienza renale cronica.

L’analisi dei dati ha rivelato un rischio di insufficienza renale cronica significativamente più elevato tra coloro che aggiungevano frequentemente sale.
L’entità dell’aumento del rischio variava con la frequenza delle aggiunte di sale. Anche i salatori occasionali avevano un rischio maggiore del 7% rispetto a coloro che non aggiungevano mai o raramente sale. Per chi salava spesso il rischio aumentava del 12%, mentre per chi aggiungeva sempre sale arrivava al 29%. Questi risultati sono stati aggiustati per età e sesso.

Considerando questi fattori, i ricercatori hanno aggiustato i risultati non solo per età e sesso ma anche per etnia, eGFR, BMI, abitudine al fumo, consumo di alcol, attività fisica, livelli elevati di colesterolo, diabete, malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie infettive, disturbi del sistema immunitario e uso di farmaci nefrotossici.

L'associazione persiste

Anche dopo aver tenuto conto di questi fattori, è rimasta un’associazione significativa, sebbene attenuata, tra aggiunte di sale e rischio di insufficienza renale cronica. Il rischio aumenta del 2% per i salatori occasionali, del 5% per i salatori frequenti e del 6% per coloro che aggiungono sempre sale.

Insomma, poco sale, ne assumiamo già oltre le necessità con la dieta, casomai insaporiamo con spezie che hanno anche un potere antiossidante.