Infortuni nel rugby: l’intervento di Latarjet per le lussazioni alla spalla
A cura del Dott. Enrico Visonà, Specialista in Ortopedia e Traumatologia Affidea Poliambulatorio Morgagni
Perché si verificano le lussazioni della spalla?
L’ articolazione della spalla è la più mobile di tutto il corpo umano e permette dei movimenti molto ampi. È anche la più instabile. Questo comporta che la spalla possa uscire, ovvero lussarsi: le due parti dell’articolazione non sono più in contatto l’una con l’altra.
Come si stabilizza una spalla instabile?
Gli interventi di stabilizzazione sono di due tipi: in artroscopia con ancorette (Bankart repair) e a cielo aperto con bone-block (Latarjet).
In cosa consiste l’intervento di Latarjet?
L’intervento consiste in una piccola incisione a cielo aperto (la tecnica con i migliori risultati, ad oggi la più riproducibile) in cui si fissa un blocco osseo al davanti della testa dell’omero per impedirne la lussazione.
Come nasce questa tipologia di intervento?
L’intervento di stabilizzazione a cielo aperto secondo Latarjet nasce a Lione alla fine degli anni ‘50 e nel corso degli anni è stato perfezionato più volte, fino ad arrivare al metodo che oggi conosciamo. Rappresenta il gold-standard per il trattamento delle lussazioni della spalla, garantendo un tasso di recidiva di lussazione minimo (2-4%).
Perché gli sportivi dovrebbero optare per questa tipologia di intervento?
Il metodo Latarjetè particolarmente indicato per alcune categorie di sportivi, come i giocatori di rugby. Questo sport, infatti, sottopone gli atleti a impatti ad alta energia: la stabilizzazione della spalla deve garantire la massima sicurezza, per poter tornare ad affrontare i traumi caratteristici delle varie fasi di gioco (contatti, placcaggi, cadute).
Dopo quanto tempo si può riprendere l’attività sportiva?
Mediamente il tempo di recupero è di circa 6 mesi, ma con un trattamento fisioterapico specifico gli sportivi possono riprendere una preparazione atletica progressiva dopo il terzo mese.