Scompenso cardiaco: cause, sintomi, diagnosi e cura


24/05/2021

Il cuore è al centro del sistema circolatorio ed è l'organo che pompa il sangue in tutto il corpo. Quando questa funzione è deficitaria, il soggetto può andare incontro ad insufficienza cardiaca; se non rilevata precocemente o non trattata nel modo giusto, può peggiorare la qualità della vita o accorciarne l’aspettativa.

Che cos’è lo scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca)

Lo scompenso cardiaco, chiamato anche insufficienza cardiaca, è una condizione in cui il cuore non riesce a pompare sangue in quantità sufficiente per soddisfare le esigenze dell’organismo. Si tratta di una patologia cardiaca complessa che può assumere due forme principali: quella sistolica, in cui il cuore non riesce a contrarsi in modo efficace, e quella diastolica, in cui il problema riguarda il rilassamento e il riempimento delle cavità cardiache. In entrambi i casi l’efficienza della funzione cardiaca si riduce, con conseguenze variabili a seconda della gravità.

 

Quali sono le cause dello scompenso cardiaco

Le cause dello scompenso cardiaco possono essere molteplici e spesso coesistono tra loro. Nella maggior parte dei casi derivano da patologie che nel tempo compromettono la funzionalità del cuore.

Le principali cause includono:

  • ipertensione arteriosa non controllata

  • malattia delle arterie coronarie (cardiopatia ischemica)

  • cardiomiopatie

  • malattie delle valvole cardiache

  • difetti congeniti del cuore

  • diabete e altre patologie croniche

 

Quali sono i sintomi principali dello scompenso cardiaco

I sintomi dello scompenso cardiaco possono comparire gradualmente o in modo più improvviso e tendono a peggiorare con il progredire della malattia. Riconoscerli precocemente è fondamentale per intervenire in modo tempestivo.

Tra i sintomi più comuni si riscontrano:

  • Affanno di respiro

  • Ridotta tolleranza allo sforzo

  • Tosse persistente, specialmente da sdraiati (ortopnea).

  • Aumento di peso inspiegabile.

  • Perdita di appetito o senso di pienezza.

  • Confusione o difficoltà di concentrazione.

  • Debolezza generale

 

Come avviene la diagnosi di scompenso cardiaco

Il percorso diagnostico inizia con una visita cardiologica, durante la quale il medico raccoglie la storia clinica del paziente e valuta i sintomi. Gli esami strumentali più utilizzati sono l’elettrocardiogramma, che consente di analizzare il ritmo cardiaco, e l’ecocardiogramma, utile per valutare struttura e funzionalità del cuore. Spesso vengono prescritti anche esami del sangue, in particolare la misurazione dei peptidi natriuretici (BNP o NT-proBNP), marker che aiutano a stimare la gravità dello scompenso. Nei casi più complessi, può essere indicata una risonanza magnetica cardiaca, che offre immagini dettagliate del muscolo cardiaco e del suo funzionamento.

 

Come si cura lo scompenso cardiaco e come si gestisce

L’obiettivo del trattamento è migliorare la qualità di vita del paziente, rallentare la progressione della malattia e ridurre i ricoveri ospedalieri.
 Le principali opzioni sono:

  • Terapia farmacologica

    • ACE-inibitori.

    • Beta-bloccanti.

    • Diuretici.

    • Altri farmaci a seconda del quadro clinico.

  • Terapie elettriche

    • Pacemaker.

    • Defibrillatori impiantabili (ICD).

    • Terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT).

  • Opzioni avanzate nei casi gravi

    • Sistemi di assistenza ventricolare.

    • Trapianto cardiaco.

 

Vivere con lo scompenso cardiaco: consigli pratici

Oltre alle terapie, lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale. Alcuni consigli utili:

  • Monitorare regolarmente il peso corporeo.

  • Controllare gonfiori ed edemi.

  • Limitare il consumo di sale e liquidi.

  • Seguire un’attività fisica moderata, approvata dal medico.

  • Smettere di fumare e limitare l’alcol.

  • Assumere correttamente le terapie prescritte.

  • Sottoporsi a controlli periodici dal cardiologo.