L’assistenza giornaliera e l’igiene del neonato
A cura del professor Giuseppe Ferrari, specialista in pediatria presso Affidea AMP di Torino
Gestire il bambino: come accudirlo
Una volta che abbiamo imparato a conoscere il nostro bimbo, è il momento di imparare anche a gestirlo nel migliore dei modi. Ne va soprattutto della sua qualità di vita, ma anche, pur in misura forse minore, della sua salute.
Il moncone ombelicale
- Che cos’è il moncone ombelicale?
È l’esito del funicolo ombelicale (o cordone ombelicale) reciso alla nascita. Si tratta di un moncone corto (3‐5 cm), situato al centro dell’addome (ombelico) di colore bianco grigiastro e di consistenza molliccia.
Gradualmente si secca, assumendo un colorito grigio/nerastro e una consistenza piuttosto dura.
Questo fenomeno, definito mummificazione, porta alla sua caduta nel giro di 7‐10 giorni.
- Come medicare il moncone ombelicale?
La base, cioè il limite fra la cute normale e il moncone, deve essere circondata e stretta con
una sottile striscia di garza sterile arrotolata e spruzzata abbondantemente con alcol. Effettuate questa medicazione più volte al giorno (3 o 4), soprattutto se la garza è bagnata o sporca.
Di solito il moncone cade entro 7/10 giorni dalla nascita. Se ciò non avviene, rivolgetevi al vostro pediatra. Dopo la caduta, rimane una piccolissima ferita che rapidamente si trasforma in una cicatrice, che si approfonda verso l'interno dell'addome.
Se l’ombelico non si affossa o addirittura sporge in fuori (ombelico estroflesso) non preoccupatevi, con il tempo tutto scomparirà.
Dopo la caduta del moncone disinfettate la piccola ferita con qualche goccia di acqua ossigenata o di mercurocromo e ricopritela con garza sterile, una o due volte al giorno.
Qualche volta può accadere che dalla cicatrice ombelicale fuoriesca qualche traccia di sangue o di siero. È un fatto frequente e normale. Continuate a disinfettare ancora per qualche
giorno. Prima o dopo la caduta del moncone, se la pelle che lo circonda si dovesse presentare arrossata, se la ferita secerne materiale giallastro e di cattivo odore, se sgorga sangue in quantità significativa o se fuoriesce un liquido che sembra urina, consultate subito il medico.
Di solito però, tutto si svolge normalmente e trascorsi due o tre giorni dalla caduta del moncone, potrete iniziare a fare il bagnetto, lavando anche la zona attorno all’ombelico senza timore. Le manovre per medicare il moncone ombelicale non procurano al bambino né dolore, né fastidio, per cui devono essere svolte quotidianamente senza nessuna paura.
Il bagnetto
- Quando iniziare
In linea di massima si può iniziare tre giorni dopo la caduta del moncone. Fare il bagnetto
prima della caduta del moncone non pregiudica la salute del bambino, ma può ritardare la
caduta del suddetto.
- Frequenza
Il bagnetto deve essere fatto tutti i giorni, per diventare una piacevole
abitudine nella vita del bambino. Oltre all’aspetto igienico, serve anche a confermare quella sensazione di sicurezza che il bambino ha acquisito nei 9 mesi vissuti in utero, in un ambiente fluido e che gli ha procurato un costante senso di benessere e di protezione.
Può essere fatto prima di un pasto, e non obbligatoriamente alla stessa ora tutti i giorni, e può diventare uno straordinario momento di conoscenza e socializzazione tra genitori e figlio.
Il bagno, oltre ad avere la fondamentale utilità relativa all’aspetto igienico, alla sicura influenza rilassante, rende la pelle del bambino perfettamente idratata e morbida.
- Come farlo
Utilizzando acqua e i normali saponi per bambini delle più comuni marche. Si deve insaponare la testa, la faccia, il corpo, per poi sciacquare abbondantemente e asciugare bene, dedicando particolare cura nel non lasciare umidità nelle pieghe sia degli arti (ascelle, gomiti, inguine), che dei genitali.
- Temperatura
La temperatura dell’acqua deve essere compresa tra 37,5 e 38 gradi. Una pratica utile è quella di immergere il gomito e verificare la sensazione. La temperatura esterna della stanza deve essere lievemente, ma non necessariamente, superiore a quella abituale dell’abitazione.
Gli arrossamenti del sederino
Prima di essere in grado di controllare l'emissione delle feci e delle urine (entro il 3° anno), per molti mesi il bambino si sporca.
Ciò rappresenta una causa di irritazione per la sua pelle delicata, per questo deve essere pulito il più celermente possibile, per evitare arrossamenti o lesioni.
È un errore frequente quello di non cambiare il bambino dopo il pasto. Di solito, specie se è allattato al seno, è proprio in quel momento che tende ad andare di corpo, oppure subito dopo.
Se, nonostante le più accurate norme di igiene, dovessero comparire arrossamenti o addirittura piccoli foruncoli o piaghe, si potrebbe trattare di una micosi o più raramente di un eczema. Con cure specifiche in 6/7 giorni guariranno.
Il naso (lo starnuto)
I neonati e i lattanti starnutiscono frequentemente. Lo starnuto non sta assolutamente a significare che il bambino sia raffreddato. Non è altro che un meccanismo naturale per eliminare le impurità che si accumulano nel naso con la respirazione.
Il bambino starnutisce più frequentemente quando viene cambiato non perché abbia freddo, ma perché nel momento del cambio è più sveglio e più attivo e anche le sue reazioni sono più vivaci.
Spesso vengono prescritti lavaggi con gocce di soluzione fisiologica. Usateli solo in caso di respirazione rumorosa, altrimenti è sufficiente umidificare l’ambiente con gli apparecchi appositi.
L’orecchio
La pulizia consiste nell’asportazione di eventuale eccesso di cerume, da effettuare con gli appositi cotton fioc imbevuti di soluzione fisiologica, meglio se intiepidita. Sono da usare con estrema delicatezza e prudenza.
Questa abitudine è piuttosto contestata da alcuni medici. Le motivazioni sono due: si può ledere o perforare il timpanooppure indurre la formazione di tappi. Essendo il condotto uditivo non perfettamente rettilineo sarà sufficiente usareprudenza e delicatezza per evitare tale evenienza.
Le unghie
Il bambino nasce con le unghie ben formate e completamente sviluppate. Devono essere accorciate con speciali piccole forbici con le punte arrotondate. Se il bambino gioca per terra, sotto le unghie si può raccogliere sporcizia che può diventare fonte di infezione. Per esempio si possono raccogliere le uova di piccoli parassiti intestinali chiamati ossiuri.
Gli occhi
Alla nascita e nei primi giorni di vita, gli occhi del bambino possono presentarsi tumefatti, o con
piccole emorragie al loro interno. Questi fenomeni, legati allo sforzo del parto, sono frequenti e
scompaiono rapidamente: la tumefazione in 2-3 giorni, le piccole emorragie in 2-3 settimane.
In condizioni normali gli occhi del bambino non richiedono particolari cure. Durante il bagnetto devono essere lavati insieme al viso.
Alcuni bambini fin dalla nascita presentano un occhio (molto raramente entrambi) che lacrima in continuazione. Questo fenomeno è detto epifora. È dovuto a una parziale o totale occlusione del canale naso-lacrimale, che è un piccolo canalino che scarica nel naso la normale e continua secrezione che tiene umido l’occhio.
Nella quasi totalità dei casi il disturbo tende a passare spontaneamente entro il 7/8° mese. Non richiede nessuna cura specifica, se non lavaggi mattutini con soluzione fisiologica per rimuovere le secrezioni rinsecchite.
Alcuni medici oculisti consigliano di fare piccoli massaggi sul sacco lacrimale, posto subito sotto l’occhio vicino al naso. Il consiglio è ottimo, l’esecuzione piuttosto indaginosa. È complesso da localizzare, altrettanto problematico sperare sulla immobilità del bimbo. Se però riuscirete ad eseguirlo trattasi di un’ottima cosa.
È sconsigliato utilizzare colliri antibiotici o cortisonici, visto che non si tratta né di una infiammazione né di un’infezione. Se non dovesse passare, cosa molto rara, è consigliabile affidarsi ad oculisti pediatrici specializzati.
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