L’obesità riconosciuta in Italia come patologia
L’Italia è il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente l’obesità come una malattia. La proposta di legge recante «Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità», approvata alla Camera dei Deputati nel 2025, sancisce che l’obesità non è più considerata una condizione da stigmatizzare o colpevolizzare, ma una malattia cronica, progressiva e recidivante. Questo riconoscimento è un passo epocale che apre la strada a un nuovo approccio sanitario e sociale nei confronti di milioni di italiani.
La normativa prevede l’inclusione delle prestazioni relative alla cura dell’obesità nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ossia quelle garantite in modo uniforme dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’obiettivo è assicurare pari accesso alle cure, superando le disuguaglianze e lo stigma ancora diffuso.
Perché l'obesità è considerata una malattia cronica
L’obesità non è soltanto un problema estetico, ma una malattia cronica complessa e multifattoriale, che richiede diagnosi, trattamento e prevenzione. È stata riconosciuta ufficialmente come patologia perché coinvolge molteplici fattori e comporta un impatto significativo sulla salute.
Tra le principali cause si possono individuare:
Fattori genetici: predisposizione familiare a sviluppare obesità.
Fattori ambientali: condizioni socio-economiche, accesso limitato a cibi sani, sedentarietà.
Fattori psicologici e comportamentali: alimentazione emotiva, stress cronico, disturbi del comportamento alimentare (l’obesità è anche una malattia psicologica).
L’obesità è strettamente collegata a diverse patologie, che peggiora o contribuisce a sviluppare:
Diabete di tipo 2
Malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto, ictus)
Alcuni tumori (mammella, colon, endometrio)
Patologie osteoarticolari (artrosi, problemi alle ginocchia e alla schiena)
Disturbi respiratori (apnee notturne)
Steatosi epatica (fegato grasso)
Per molte persone, affrontare l’obesità richiede anche il ricorso a farmaci per gestirla, sotto stretto controllo medico.
La cronistoria: il percorso per il riconoscimento in Italia
Il riconoscimento dell’obesità come malattia ha seguito un lungo iter a livello internazionale e nazionale.
1997: L’OMS riconosce ufficialmente l’obesità come patologia cronica.
2019: La Mozione Pella avvia l’iter istituzionale in Italia.
2021: La Commissione Europea definisce l’obesità “malattia cronica recidivante”.
2025: La Camera approva la proposta di legge che riconosce l’obesità come malattia cronica in Italia.
La nuova legge italiana sull'obesità spiegata in dettaglio
La legge italiana del 2025 sancisce in modo chiaro i diritti dei cittadini. I punti principali sono:
Art. 1 (Principi): Riconoscimento ufficiale dell’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante.
Art. 2 (Accesso alle cure): Inserimento delle prestazioni specifiche nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Art. 3 (Finanziamenti): Istituzione di un Programma nazionale con fondi dedicati.
Art. 4 (Monitoraggio): Creazione di un Osservatorio nazionale presso il Ministero della Salute.
Art. 5 (Sensibilizzazione): Avvio di campagne di informazione nazionali per promuovere la prevenzione e combattere lo stigma.
Cosa cambia per i cittadini: LEA, esenzione e invalidità
Per i cittadini, la nuova legge segna un cambiamento concreto:
Inserimento nei LEA: l’obesità entra ufficialmente nei Livelli Essenziali di Assistenza. Questo significa che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire in maniera uniforme su tutto il territorio visite, farmaci, supporto nutrizionale e chirurgia bariatrica quando indicata.
Esenzione: l’inclusione nei LEA è il primo passo per arrivare a un codice di esenzione per patologia. Per l’effettiva applicazione serviranno decreti attuativi.
Invalidità civile: l’obesità grave (BMI > 40) può già oggi essere riconosciuta come condizione invalidante se riduce la capacità lavorativa. La nuova legge rafforza e rende più chiaro questo principio, aprendo a una tutela più uniforme.
Oltre la legge: l'importanza di superare lo stigma sociale
L’obesità non è una colpa individuale. È una malattia cronica, legata a fattori genetici, ambientali e psicologici. Considerarla solo come mancanza di volontà è non solo scorretto, ma dannoso.
Il riconoscimento legislativo aiuta anche a combattere lo stigma: riduce la discriminazione in ambito lavorativo, scolastico e sanitario, dando voce al concetto che l’obesità è una malattia sociale e spesso invisibile.
Un approccio integrato alla cura: il programma resetWeight
Per affrontare l’obesità servono percorsi multidisciplinari, che uniscono competenze mediche, nutrizionali e psicologiche.
In questa direzione si inserisce il programma resetWeight, sviluppato da Affidea: un approccio clinico completo e personalizzato che rispecchia le nuove direttive nazionali. Il percorso include:
Esami del sangue;
Visita con specialista;
Consulenza dietistica/nutrizionistica;
Controlli periodici.
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