La prima visita. Benvenuto al mondo!
A cura del professor Giuseppe Ferrari, specialista in pediatria presso Affidea AMP di Torino
Il Prof. Giuseppe Ferrari, già Primario di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino e Libero Docente in Clinica Pediatrica, oggi collabora con Affidea AMP di Torino.
È un divulgatore di cultura pediatrica pratica e qui per fornisce alcuni consigli pratici ai neogenitori, per imparare ad affrontare gli imprevisti, le sorprese e i contrattempi, le preoccupazioni ma anche le conquiste, i progressi e le sfide dei propri figli.
Autore di 3 libri (“Mamma in 3 ore”, “Il Bambino Felice”, “I Bambini crescono nonostante gli adulti”) e in procinto di pubblicarne uno nuovo con la casa editrice torinese Yume Book dal titolo “Il pediatra che sussurra ai bambini”, il Professor Ferrari ha sempre affiancato la professione medica con un vivo impegno per la tutela della qualità della vita dell’infanzia.
La sua “filosofia” su come crescere i bambini si basa su questi postulati:
- il bambino è il miglior pediatra di sé stesso, perchéé fin dal primo giorno di vita è in grado di far capire ai genitori tutto ciò di cui ha bisogno per crescere bene
- il bambino è fisicamente più forte ed intellettivamente più dotato di quanto si possa immaginare
Conosciamo ed osserviamo insieme il bambino
Con la visita è possibile osservare il bambino non solo da sveglio, ma anche durante il sonno. In questo modo, è possibile valutare la regolarità del respiro, il colorito, la posizione in cui tiene le braccia, i lievi movimenti della mimica facciale, rilevare cioè i "rumori del benessere”: spingere, sbadigliare, respirare rumorosamente, emettere qualche vagito.
Una volta svegliato il neonato, è possibile osservare tutte le sue reazioni da sveglio: se piange mentre viene svestito, quale comportamento assume quando giace nudo sulla schiena, posizione in cui non ha riferimenti tattili per gli arti, che quindi si muovono in modo “non finalizzato”, ma sempre con un certo ritmo.
Per valutare il grado di reazione, sarà sufficiente tentare di allungargli le gambine che fisiologicamente sono flesse, controllare se quando è svestito il suo colorito cambia e se, stimolandolo durante la visita, la sua agitazione aumenta, facendogli sussultare le braccia con un movimento che tende ad abbracciare.
Per valutare, invece, il suo tono muscolare e la sua reattività, lo si può tirare su lentamente, osservando il tendersi della sua muscolatura: mentre il corpicino sale, il neonato tende anche a riportare in avanti la testa, che era rimasta piegata all’indietro, aiutandosi con il movimento delle spalle.
Dopo aver controllato addome, apparato respiratorio, apparato cardiocircolatorio, integrità dell’apparato osteoarticolare, si passa alla stimolazione dei riflessi del neonato.
Mi piace se ti muovi! I riflessi del neonato
Nei primi mesi di vita il bambino ha alcuni riflessi naturali, definiti riflessi arcaici, che costituiscono una risposta automatica a certi stimoli che egli riceve. Si verificano perché il cervello del neonato è ancora immaturo e non funziona ancora completamente.
Gradualmente, il cervello matura, i riflessi arcaici progressivamente scompaiono e il bambino acquisisce la capacità di rispondere agli stimoli con reazioni volontarie e coscienti.
Vediamo brevemente i principali riflessi arcaici:
- Riflesso di Moro
Si mette il bambino semi-seduto, la nuca appoggiata alla mano del medico. Allentando il sostegno della mano, la testa ricade all’indietro e si scatena il riflesso: le braccia del bambino si allargano e poi si riavvicinano al tronco in un gesto che sembra un abbraccio, le dita delle mani si aprono a ventaglio e il bambino spalanca gli occhi.
- Riflesso tonico del collo o dello schermidore
Si evoca facendo girare la testa del neonato da un lato: la testa si inarca lievemente, un braccio (quello verso cui è voltata la testa) si allunga, e l’altro si flette assumendo una posizione che si chiama “da schermidore”.
- Riflesso della suzione, "rooting reflex" e riflesso dei quattro punti cardinali
Questi tre riflessi si verificano spesso contemporaneamente:
- Riflesso della suzione
(già presente nel feto): toccando le labbra del neonato egli incomincia a succhiare.
- Rooting Reflex:
toccando la guancia, ruota la testa nella direzione dello stimolo. A volte è sufficiente che la mamma appoggi la mammella alla guancia del piccolo perchéé egli volti la testa, afferri il capezzolo tra le labbra e incominci a succhiare.
- Riflesso dei quattro punti cardinali:
riesce a voltare il capo in alto, in basso, a destra, a sinistra se stimolato in vari punti nella zona intorno alla bocca.
- Riflesso della marcia automatica
Sostenendo il bambino a livello del tronco in posizione verticale, ed esercitando leggere spinte in avanti sul suo corpo, il piccolo tende a compiere passi incerti, con le ginocchia piegate e la testa eretta. Questo riflesso diverte molto i genitori.
- Riflesso di prensione della mano e del piede
Premendo sul palmo della mano o sulla pianta del piede di un neonato con un dito, egli chiude la mano o flette le dita del piede.
- Fenomeno dell'inciampo
Tenendo il neonato sospeso per le ascelle e facendo in modo che il dorso del piede sfiori il bordo del tavolo, egli flette il ginocchio, solleva il piede e appoggia la pianta sul tavolo, superando l'ostacolo.
Evocare questi riflessi produce eccitazione e divertimento nei genitori che incominciano ad apprezzare quante siano le risorse già presenti nel neonato.
Questi riflessi scompaiano intorno al 3°/4°mese. La loro assenza o irregolarità nei primi tempi, e anche il loro permanere oltre un certo limite di età, dovrebbe fare sospettare l’esistenza di problemi neurologici quasi sempre legati al parto.
Altri riflessi: difesa e riflesso di Babkin
Un riflesso molto importante è quello della difesa: mentre il bambino, svestito, giace a pancia in su nel lettino gli poso un leggero fazzoletto sul volto e sul corpo. Subito si agita, gira la testa, tenta di portare una mano o entrambe verso il telo per cercare di allontanarlo. E riesce ad allontanarlo. Sta rassicurandovi che è impossibile che venga soffocato dalle lenzuola.
Un altro importante elemento è quello di verificare se il bambino tende a portare spontaneamente la mano verso la bocca (riflesso di Babkin). Con questo gesto ci sta informando che sarà un bambino in grado di auto consolarsi e quindi sarà un bambino di più facile gestione.
Altri movimenti: gli scatti
Talvolta il bambino, mentre dorme tranquillo improvvisamente potrebbe sussultare o compiere movimenti rapidi: si tratta di scatti che lo possono svegliare o far piangere e che somigliano ai riflessi arcaici. Li definiremo “movimenti del benessere” ed indicano che il bambino è reattivo.
Un altro rilievo abbastanza frequente è la saltuaria comparsa di un tremolio delle mandibole o del mento, come se il bambino avesse freddo. Non è il freddo che stimola questo fenomeno, ma semplicemente si tratta di una piccola eccitazione conseguente a una lieve immaturità del sistema nervoso del bambino. Scompare nel giro di pochi mesi.
I tremori degli arti devono essere segnalati al pediatra; devono progressivamente attenuarsi fino a scomparire in pochi mesi.
“Predire” il futuro. Intuire l’evoluzione del carattere
Osservando attentamente il neonato è possibile avanzare qualche ipotesi su quale sarà il suo carattere e la sua personalità. Lo si può dedurre da come sa gestire lo stimolo della fame, le variazioni di temperatura, il rumore dell’ambiente, la presenza di molta gente, come reagisce al modo con cui viene “toccato”, ecc.
Osservatelo, imparerete a conoscerlo. La “predittività” è un atto coraggioso, rischioso, ma responsabile e di grande aiuto per i genitori.
Sapere come comportarsi con lui/lei
Il bambino per nove mesi è vissuto in un ambiente protetto. Percepiva la presenza del mondo, ma in modo ovattato. Quindi, soprattutto dopo l’esperienza del parto, il bambino non può essere aggredito da rumori assordanti, da movimenti bruschi e da improvvise emozioni. Anche se è dotato della capacità di selezionare gli stimoli che lo investono, in realtà se questi stimoli vanno oltre certi livelli il bambino non è in grado di bloccarli, né di gestirli. Ciò gli procura grande insicurezza.
Non alzate il volume della voce per cercare di attirare l’attenzione di un neonato, è sbagliato.
Forse all’inizio le voci forti li spaventano e quindi apparentemente sembrano attenti, ma in realtà una voce calma e dal tono basso viene più seguita ed anche apprezzata dal neonato.
Lo stesso vale anche per il modo di toccarlo, quando lo si accarezza lentamente e delicatamente, il bambino si calma, mentre quando gli si dà un rapido colpetto, si mette in stato di allarme o trasale. Un viso che si muove lentamente davanti al neonato viene seguito bene.
L’importanza della prima visita
In definitiva, la prima visita è sicuramente la più importante e deve essere effettuata non limitandosi a valutare lo stato di salute fisica. È un momento fondamentale per capire la meravigliosa complessità del bambino appena nato, e per imparare a conoscere il suo linguaggio, non ancora fatto di parole ma di comportamenti e atteggiamenti con cui suggerisce tutto ciò di cui necessita.
Se trovate conferma delle capacità di cui è già dotato il vostro neonato, sicuramente comprendete che non sarete più soli nel difficile compito di prendervene cura, ma avrete un alleato nel bambino stesso, che farà il possibile per darvi corretti e tempestivi suggerimenti.
Ricordate il primo postulato: “il bambino è miglior pediatra di sé stesso”.
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