Le prime uscite con il neonato: consigli, falsi miti e accessori


02/08/2021

A cura del Professor Giuseppe Ferrari, specialista in pediatria presso Affidea AMP di Torino

  

Uscire con il neonato: come vestirlo

Oggi il problema del vestiario del bambino non sussiste: ci sono vestiti di tutti i tipi, colori e fogge. La qualità più importante dei vestiti è la praticità.

Ecco alcuni consigli da tenere a mente:

  • Cercate di non coprire troppo i bambini, loro sono abitudinari! Se li copriamo troppo saremo costretti a farlo sempre.
  • Lavate sempre gli indumenti nuovi prima di usarli.
  • A contatto con la pelle scegliete indumenti di cotone.
  • Maglia o canottiera? La canottiera. A volte, neanche quella! Se poi il freddo aumenta, potremo aggiungere altri vestiti, “a strati”.
  • In inverno si deve mettere la cuffietta? Se la mamma, a causa del freddo, si mette il cappello o la cuffia, è giusto che la metta anche al bimbo, ma solo in questo caso. Le sensazioni e le reazioni relative alla temperatura ambientale sono le stesse per l’adulto e per il neonato. Coprite i vostri figli con vestiti dello stesso “peso” di quelli che voi stesse usate al momento.

 

La passeggiata

La passeggiata è un momento importante della giornata del bambino. Essa costituisce, infatti, uno dei primi contatti con il mondo esterno. I vantaggi sono evidenti sia sul piano fisico, con il miglioramento dell’appetito e con un piacevole rilassamento, sia sul piano dell’acquisizione psicomotoria, per gli innumerevoli stimoli che sollecitano il bambino.

 

Quando è consigliabile iniziare ad uscire con il neonato?

In primavera, estate e autunno, il neonato può uscire appena arrivato a casa. Qualche giorno di attesa, massimo una settimana, può essere osservato in pieno inverno, più che altro per organizzarsi, ma senza rimandare troppo. Scegliendo le ore più calde e i posti più soleggiati in una bella giornata il neonato può uscire subito, anche in inverno.

La passeggiata non deve però essere un obbligo, ma un piacere per la mamma e per il bambino. In altre parole, se la passeggiata, per quel giorno, crea problemi organizzativi alla famiglia, meglio rinunciare. Piuttosto aprite una finestra e lasciate che i raggi del sole accarezzino il bambino lasciando entrare un po’ di aria fresca.

 

Luoghi comuni e cattive abitudini

Il primo scoglio è rappresentato dalla paura del freddo. È questa paura che obbliga molti bambini a trascorrere tutto l’inverno segregati in casa. Il bambino deve uscire anche in inverno, il più possibile. Anche con la pioggia, con la neve, con la nebbia, con la temperatura sotto zero.

Le mamme avranno modo di constatare come, anche nelle giornate invernali più fredde, il neonato nella carrozzina sarà piacevolmente caldo. Questo perché si crea un microclima uniforme, quindi un ambiente ideale per il piccolo, che non teme le basse temperature, ma i repentini e improvvisi cambi di temperatura.

In inverno, precoce primavera e tardo autunno è preferibile evitare la passeggiata nelle giornate di forte vento. Le folate fredde possono penetrare nella carrozzina e modificarne improvvisamente il clima uniforme. Non sono invece da temere le giornate di nebbia, di pioggia o di neve.

Per quanto oggi, specie nelle grandi città, l’aria non sia più così pura come un tempo, lo è però certamente di più di quella viziata degli ambienti domestici chiusi.

È quasi scomparsa la vecchia abitudine di tenere chiusi in casa i bambini per i primi quaranta giorni.

Per la scelta dei luoghi dove fare la passeggiata, saranno da preferire parchi, giardini e zone pedonali.

 

I primi viaggi: a che età il bambino può cominciare a viaggiare in auto, in treno o in aereo?

Oggi si può dire che la vita non è più a dimensione di uomo, ma a dimensione di mezzo di locomozione: auto, treno, aereo sono ormai comunemente usati dai bambini.

Il neonato può iniziare a viaggiare fin da subito, dai primi giorni e senza nessuna limitazione. Il lattante, per esempio, nei primi mesi di vita viaggia molto volentieri in auto. In genere si addormenta subito e dorme tranquillo per tutto il tempo. Ovviamente se si tratta di un percorso di due o tre ore.

 

Come scegliere il mezzo più adatto per spostarsi?

Il mezzo di trasporto deve essere scelto in rapporto alla durata in termini di tempo del percorso. Nei primi due o tre mesi di vita il viaggio ideale non dovrebbe durare più di 3 o 4 ore, cioè l’intervallo della poppata. Questo però essenzialmente per motivi organizzativi e, soprattutto, se il bambino non è allattato al seno. In caso di allattamento artificiale è particolarmente utile il latte liquido.

A questo proposito voglio ricordarvi un aspetto pratico: in molti paesi anglosassoni il latte ai neonati viene somministrato a temperatura ambiente. Per viaggi lunghi portate con voi ricambi, scorte alimentari e, soprattutto se si viaggia in piena estate, abbondanti liquidi: acqua, tè, camomilla. Utili a prevenire, in caso di prolungate soste forzate e di rottura di impianti di condizionamento, la disidratazione e i colpi di calore.

Il bambino nei primi due o tre anni in genere non soffre di mal d’auto. La raccomandazione è quella di rispettare le norme di sicurezza previste dalla legge. Se per i viaggi fino a 200/250 km l’auto è preferibile, per quelli più lunghi meglio treno e aereo. Il treno è ottimo, consente al bimbo che ha imparato a camminare di muoversi. Per i più piccoli valgono le stesse osservazioni fatte per i viaggi in auto.

Il viaggio in aereo è l’ideale per le lunghe distanze. Il lattante in aereo non ha nessun problema: l’aria condizionata e la temperatura costante creano un ambiente soddisfacente. L’unico piccolo inconveniente è dovuto a un lieve mal d’orecchio, che talvolta compare quando l’aereo è in fase di atterraggio. Per evitare o diminuire il fastidio, si può attaccare il bambino al seno o offrirgli il ciuccio. Appena a terra tornerà a stare bene.

 

Il mare

Fin dai primi giorni di vita il bambino può andare al mare. I neonati e i lattanti fino al secondo anno di vita non richiedono un tempo di ambientamento, invece dopo il secondo anno diventa necessario, specie nei mesi caldi.

Nei periodi invernali e primaverili fate lunghe passeggiate sul lungomare o in luoghi soleggiati e non temete di tenere il bambino fuori casa per molte ore. Potete passare in spiaggia nelle giornate con poco vento. Scoprite le gambe e le braccia, perfino il viso. Devono tornare dal mare un po’ abbronzati, non per motivi estetici ma di buona salute.

 

Sole a abbronzature: come proteggere il bambino

I raggi del sole trasformano la vitamina D inattiva della pelle in vitamina D attiva. Non temete il sole, è un grande amico dei bambini che vogliono crescere bene. Nei mesi estivi, potete svestire i bambini fin dal primo giorno, tenendoli però all’ombra e protetti con creme ad alta protezione.

Ricordatevi che i raggi del sole “rimbalzano” sulla sabbia. Inizialmente, è preferibile che i piccoli stiano sotto gli ombrelloni. Dopo una settimana potrete esporli direttamente al sole, sempre ben protetti da creme, nelle prime ore del mattino e per breve tempo. I lattanti possono e devono fare il bagno. Se temete l’acqua inquinata, appena arrivati in spiaggia riempite una bacinella con l’acqua della doccia, lasciatela per un’ora e più a scaldare al sole poi, verificandone la temperatura, potrete fare il bagno al bambino.

I lattanti possono stare a lungo in spiaggia, è solo una questione di organizzazione. Anche nelle ore calde il bambino sta meglio in riva al mare sotto l’ombra di un ombrellone, sfiorato dalla brezza marina, piuttosto che nella calda camera di una pensione o di un piccolo appartamento.

 

La montagna

In montagna il neonato può stare all’aperto, il più possibile. Da una certa altitudine in su, cercate di fare attenzione ai cambiamenti repentini di temperatura: il bambino accaldato a causa del sole può anche raffreddarsi, se non lo coprite subito.

 

Accessori per il viaggio: il seggiolino

Per essere a suo agio, il bimbo deve saper reggere il capo. Il terzo mese rappresenta il momento giusto per quasi tutti. Costituisce un passo importante per il suo sviluppo cognitivo, per la sua comunicazione, per la sua conoscenza e per la sua partecipazione alla vita della famiglia e al mondo esterno.

Per esempio, può mangiare sul seggiolino, che deve stare appoggiato a terra. Se viene posto in alto dovrà essere tenuto sotto stretto controllo. La maggior parte dei traumi nel lattante sono conseguenza di cadute o rovesciamento dell’infant seat dal tavolo della cucina, da una sedia o una poltrona.

 

Il seggiolone

Dal momento in cui il bambino, dopo il sesto mese, sta seduto bene, potrete metterlo a sedere sul seggiolone. Questo va usato quasi solo per i pasti, in quanto può essere pericoloso in altri momenti della giornata. Non lasciate mai il piccolo da solo sul seggiolone, anche se appare sicuro, perché in qualche modo contenuto da bracciali.

Quando comincia a muoversi autonomamente è meglio non usare seggiolini o seggioloni. L’ideale è lasciarlo libero di muoversi nel box.

 

Il box

Ne va considerato l’utilizzo una volta che il lattante sta bene seduto e quando ha imparato a spostarsi. Il box è una prigione? O un recinto che preserva il bambino dai pericoli? È una struttura che paradossalmente fa credere che in prigione stia il resto del mondo? Questi sono i quesiti che vengono dibattuti dagli psicologi. 

In realtà, il box, al di là delle disquisizioni psicologiche, è un attrezzo molto utile. Infatti consente di offrire al bambino la possibilità di avere a disposizione uno spazio relativamente grande in cui muoversi senza pericolo. Certamente la soluzione ideale sarebbe quella di lasciarlo libero in una stanza tutta per sé, ma spesso è di difficile realizzazione.

 

Il girello

Il girello deve essere usato con cautela, perché offre al bambino una autonomia che in realtà lo stadio del suo sviluppo psicomotorio ancora non gli consentirebbe. E proprio per questo motivo diventa pericoloso, dandogli la possibilità di muoversi dovunque.

Prestate attenzione alla cucina, ai fornelli, alle tavole apparecchiate, alle portate di cibi caldi, agli spigoli dei mobili e dei tavoli e alle scale. Non è affatto vero che con il girello i bambini imparano a camminare prima, anzi potrebbe risultare esattamente il contrario. Tuttavia può far comodo. Usatelo sempre sotto il vostro diretto controllo.

 

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