Morbo di Parkinson: sintomi iniziali, cause e cure attuali


11/04/2025


L’11 aprile di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Parkinson (World Parkinson’s Day – WPD), istituita per sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle patologie neurodegenerative più comuni e complesse. La data non è casuale: coincide con il giorno di nascita di Sir James Parkinson, il medico inglese che per primo descrisse nel 1817 la “paralisi agitante”, oggi nota come Malattia di Parkinson.


Cos'è il Parkinson e quali sono i sintomi

La Malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce il sistema nervoso centrale, caratterizzata dalla degenerazione dei neuroni nella substantia nigra, una regione del cervello responsabile della produzione di dopamina. Colpisce soprattutto le persone oltre i 60 anni, con un’incidenza maggiore negli uomini. In Italia, secondo le stime più recenti (AIP, 2024), si stimano circa 400.000 casi. La malattia agisce sui gangli della base del cervello, responsabili del controllo motorio, provocando una carenza di dopamina dovuta alla perdita delle cellule dopaminergiche nella substantia nigra.

I sintomi del Parkinson includono:

  • bradicinesia

  • rigidità

  • tremore a riposo

A questi si aggiungono disturbi non motori come depressione, ansia, alterazioni cognitive e intestinali.
 

La diagnosi e le cure

La diagnosi è clinica, supportata da esami strumentali. Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma si ipotizza il coinvolgimento dell’alfa-sinucleina e di fattori genetici. La terapia si basa principalmente sulla levodopa, integrata da altri farmaci e, nei casi più complessi, dalla chirurgia funzionale. La gestione efficace della malattia richiede tuttavia un approccio multidimensionale che includa esercizio fisico regolare, dieta mediterranea, corretto stile di vita e supporto psicologico. L’attività fisica, in particolare, è fondamentale per rallentare la progressione della malattia, migliorare la mobilità e il tono dell’umore, stimolando positivamente i circuiti cerebrali coinvolti.

La visita neurologica rappresenta un momento cruciale nella diagnosi del Parkinson, poiché si fonda su un'accurata analisi dei sintomi e della storia clinica del paziente.

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