Movember: il mese della prevenzione urologica

Movember: il mese della prevenzione urologica


01/11/2025

Novembre è il mese dei baffi, ma soprattutto della consapevolezza.
Ogni anno, in tutto il mondo, milioni di uomini si fanno crescere i baffi per sostenere Movember, il movimento globale nato in Australia nel 2003 per sensibilizzare sulla salute maschile. Dietro questo gesto simbolico si nasconde un messaggio importante: parlare apertamente di salute e prevenzione, soprattutto quella urologica, può salvare la vita.

Gli uomini, spesso, tendono a trascurare i controlli medici di routine. Eppure, le statistiche parlano chiaro: il tumore alla prostata è il tumore più diffuso nella popolazione maschile. In Italia si registrano ogni anno oltre 40.000 nuovi casi, ma grazie alla diagnosi precoce la sopravvivenza supera il 90% a cinque anni dalla diagnosi.
La prevenzione, quindi, non è solo una buona abitudine: è una scelta di responsabilità verso sé stessi e chi ci sta vicino.


Il tumore alla prostata: cos’è e quali sono i fattori di rischio

La prostata è una piccola ghiandola dell’apparato genitale maschile che tende ad aumentare di volume con l’età. Nella maggior parte dei casi, questo processo è benigno, ma può talvolta degenerare in un tumore.
I fattori di rischio principali sono:

  • Età: il rischio aumenta dopo i 50 anni.

  • Familiarità: avere un padre o un fratello con tumore alla prostata raddoppia la probabilità di svilupparlo.

  • Stile di vita: alimentazione ricca di grassi, fumo e sedentarietà possono incidere negativamente.

Nelle fasi iniziali la malattia è spesso asintomatica, motivo per cui è essenziale sottoporsi a controlli periodici anche in assenza di disturbi.


Come fare prevenzione per il tumore alla prostata?

La prevenzione passa da semplici esami di screening, da concordare con il proprio medico o urologo di fiducia:

  • Visita urologica annuale. Permette di valutare la salute della prostata attraverso un esame obiettivo e il dialogo con lo specialista. È l’occasione per discutere di sintomi, stili di vita e pianificare eventuali esami successivi.

  • Dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico) nel sangue. È un esame del sangue che misura la concentrazione di una proteina prodotta dalla prostata.
    Valori elevati non indicano necessariamente la presenza di un tumore, ma possono segnalare la necessità di approfondimenti. Il medico interpreta il risultato del PSA considerando età, anamnesi e andamento nel tempo (un aumento progressivo può essere più indicativo di un singolo valore alto).

Eventuali ulteriori esami vengono consigliati dal medio in caso di sospetto:

  • Ecografia prostatica transrettale

  • Biopsia prostatica

Questi strumenti permettono di individuare alterazioni in fase iniziale, quando il tumore è più facilmente curabile e le terapie meno invasive. Questo garantisce al paziente un elevatissimo tasso di sopravvivenza, la possibilità di adottare terapie personalizzate e di conseguenza più efficaci.

Presso i centri Affidea è possibile accedere a pacchetti dedicati alla salute maschile, grazie a tecnologie di ultima generazione e medici specialisti, Affidea promuove un approccio integrato alla prevenzione: diagnosticare precocemente significa prendersi cura di sé, con consapevolezza e tranquillità.