Obesità e infiammazione silente. L’importanza di un corretto stile di vita
Obesità e infiammazione silente. L’importanza di un corretto stile di vita
L’obesità è una patologia multifattoriale determinata dall’accumulo di tessuto adiposo nel corpo. Quando il bilancio energetico è positivo, cioè si introduce più energia di quanta se ne consuma, la risposta è un aumento del tessuto adiposo. L’OMS definisce obeso un individuo se il suo indice di massa corporea è uguale o superiore a 30 kg/m2.
L’eccesso alimentare protratto genera una malattia cardio-glico-metabolica che oggi viene chiamata diabesità (diabete + obesità). Infatti, se l’eccesso di grasso nel sangue può portare a infarto e malattia cardiovascolare, l’eccesso ponderale può portare a ipertensione e l’eccesso di zuccheri può causare diabete. Tutto questo genera una limitazione nella vita della persona che diventa un malato, generando un costo per la sanità. Secondo i dati forniti dall’European Health Interview Survey (EHIS), i costi sanitari diretti dell’obesità si attestano tra il 2,4% e il 4,8% della spesa sanitaria complessiva nei Paesi ad alto reddito. Nel nostro paese i costi totali arrivano a 13,34 miliardi di euro nel 2020 (0,8% del PIL), di cui il 59% di costi sanitari diretti e 41% di costi indiretti.*
Cosa provoca l’obesità
Le cause di sovrappeso e obesità sono molteplici, ma sicuramente la parte preponderante è data da uno stile di vita scorretto in termini alimentari e di attività fisica. Mangiamo troppo, mangiamo alimenti di scarsa qualità, trasformati, precotti, cibi pronti, ma anche alimenti freschi che arrivano dall’altra parte del mondo che contengono una scarsità di nutrienti, o carne da allevamenti intensivi cresciuta sotto stress con mangimi infiammatori. Consumiamo troppi grassi, spesso saturi o idrogenati, troppi zuccheri per la maggior parte semplici e raffinati, troppe proteine animali, e ci muoviamo troppo poco e progressivamente sempre meno all’aumentare del peso corporeo per sopraggiunte difficoltà motorie, respiratorie, e via via per il subentro di patologie infiammatorie, croniche e degenerative per il nostro organismo.
Troppo spesso si ricerca una causa genetica, metabolica (tiroide, insulina, cortisolo), o psicologica (fame nervosa o compensazione emotiva) scaricando la responsabilità di scelte alimentari sbagliate e di sedentarietà eccessiva.
La genetica può avere un peso ma oggi sappiamo che solo il 20% del nostro essere e della nostra longevità sana è determinato dalla mera genetica, il restante 80% è regolato dall’epigenetica, la regolazione genica capace di modificare l’insieme delle caratteristiche di un organismo.
Il metabolismo può giocare un ruolo ma spesso ciò che disregola il metabolismo è l’infiammazione silente, cioè non sintomatica, che si genera a partire da uno stile di vita scorretto, cioè da alimentazione non salutare, dalla mancanza di movimento, dallo stress, dall’inquinamento del nostro pianeta. E se non possiamo fare qualcosa per il pianeta, di sicuro possiamo fare molto per noi stessi e lavorare sugli altri fattori.
Una corretta alimentazione come scelta di sostenibilità
Ma non solo. Scegliendo una corretta alimentazione basata sulla dieta mediterranea, patrimonio UNESCO, scegliamo consapevolmente di fare una dieta antinfiammatoria che ci permetterà di prevenire malattie croniche come diabete, sindrome metabolica, ipertensione, ma anche patologie neurodegenerative dell’invecchiamento, e scegliamo di avere un impatto minore sull’impoverimento delle risorse del nostro pianeta.
Recenti studi hanno infatti dimostrato come le emissioni di gas serra siano notevolmente più sostenute dalla produzione di carni rosse, carni lavorate e formaggi, rispetto alla produzione di prodotti vegetali.
Su questo bisogna considerare anche il tema, sempre più importante, degli sprechi alimentari. Le proporzioni del fenomeno sono importanti. Secondo la FAO, infatti, più di un terzo di tutti gli alimenti prodotti nel mondo va perso o sprecato, oltre due miliardi di tonnellate. Nella sola Unione europea ogni anno vengono buttate 59 milioni di tonnellate di cibo, 131 chili a testa. Secondo l’Osservatorio Waste Watcher International, solo in Italia nel 2024 si sono sprecati 32 kg e mezzo a testa di cibo.**
Bloccare l’infiammazione silente
Oggi dobbiamo far sì che il nostro invecchiamento non sia precoce e che vengano aggiunti anni alla nostra salute e non anni alla nostra malattia. Per far questo dobbiamo bloccare l’infiammazione silente modificando il nostro stile di vita. Il primo aspetto su cui agire è la nostra alimentazione, affinchè sia antinfiammatoria e non proinfiammatoria, sia di qualità e non di quantità, e sia ricca di nutrienti benefici per la nostra salute, ossia di fattori protettivi.
Molto importante è anche combattere la sedentarietà tramite un regolare esercizio fisico, camminate o attività sportiva.
Gli studi internazionali si stanno concentrando su come prolungare una longevità sana e rallentare l’orologio dell’invecchiamento grazie anche a molecole naturali che possono resettare l’epigenoma e che possono essere assunte con l’alimentazione e con una corretta integrazione.
Chirurgia bariatrica e farmaci per l’obesità devono essere viste come l’ultima spiaggia, quella del non ritorno, perché oggi siamo il risultato del nostro vissuto e delle nostre scelte e non ci sono motivi per cui non possiamo tornare indietro con l’aiuto di specialisti preparati in nutrizione, supporto psicologico e motorio. Questo è il vero cambiamento sostenibile e duraturo, perché anche dopo l’intervento si può riprendere peso e i farmaci hanno sempre effetti indesiderati e dannosi per il nostro organismo, mentre scelte salutari non hanno effetti collaterali e possono regalarci soddisfazione e benessere a lungo raggio.