Parodontite: cos’è, come si sviluppa e come prevenirla


10/12/2019

A cura di Denti e Salute

Cos’è la parodontite?

La parodontite, detta anche piorrea, è una malattia infiammatoria che colpisce i tessuti di supporto del dente come la gengiva, l’osso e il legamento parodontale.

Può colpire persone di tutte le età ed è molto frequente negli adulti: ne soffre il 50% sopra i 35 anni e, oltre i 65 anni, quasi il 70% degli italiani.

L’esito finale della parodontite è la perdita dei denti.

Quali sono le cause dell’insorgenza della parodontite?

L’insorgenza della parodontite è dovuta principalmente alla presenza e alla proliferazione di batteri all’interno del cavo orale, in particolare dei batteri della placca, una sostanza appiccicosa di colore bianco-giallastro che si forma attraverso l’aggregazione di batteri causata dall’accumulo degli stessi, non eliminati con la quotidiana igiene orale.

Col passare del tempo, la deposizione di sali di calcio e fosfati li trasforma in tartaro, impossibile da eliminare solamente con spazzolino e filo interdentale.

Tra le concause ci sono: affollamenti, dislocazioni dentarie, malocclusioni, fumo, malattie sistemiche, diabete e farmaci.

Come si possono identificare le malattie parodontali?

Tra i segni da tenere sotto controllo ci sono: alitosi, tracce di sangue quando ci si lava i denti, gengive gonfie, mobilità dentaria, ascessi, recessione gengivale, ipersensibilità dei denti.

Come si sviluppa la parodontite?

Il dente è formato da:

  • una parte esterna e visibile, la corona
  • una parte non visibile, la radice

Nel punto di contatto con il dente la gengiva forma una piccola piega, il solco gengivale che, in condizioni di salute, non è più profondo di un paio di millimetri. È proprio su questo solco gengivale che si accumulano i batteri della bocca che, se non rimossi da una corretta e quotidiana igiene orale, si aggregano formando la placca.

Cosa succede se non si esegue una corretta igiene orale?

Se la pulizia viene meno, ha inizio un processo infiammatorio che inizialmente coinvolge solo la gengiva (gengivite), caratterizzata da sanguinamento delle gengive e forte dolore e che, col tempo, si estende ai tessuti parodontali più profondi.

Il tartaro così accumulato e la placca possono portare alla formazione di tasche parodontali. Queste possono crearsi attorno ad uno o pochi denti, oppure distribuirsi in modo omogeneo nella bocca.

Come individuare la presenza di tasche parodontali?

L’effettiva presenza delle tasche si verifica attraverso il sondaggio parodontale, un esame eseguito dal parodontologo o dall’igienista dentale utilizzando un apposito strumento millimetrato, che viene interposto tra dente e gengiva e misura se ci sia o meno una perdita dell’attacco che sostiene il dente.

Come si svolge il sondaggio parodontale?

Lo strumento viene posizionato nel solco e misura in millimetri la profondità di quest’ultimo. In condizioni di salute la sonda si approfondisce all’interno del solco per circa 1-3 mm. Se questo valore aumenta significa che il solco è diventato più profondo dando vita a una tasca parodontale. In condizioni normali il solcogengivale (solco tra dente e gengiva) è profondo fino a 3 millimetri. Si parla di tasche parodontali quando questa misura aumenta e supera i 4-5 mm.

Quali sono i diversi tipi di parodontite?

  • Parodontite Cronica: è la forma più diffusa di parodontite e si verifica in modo più frequente negli adulti con età superiore ai 35 anni. A caratterizzare questa patologia la lenta progressione. Gli effetti si manifestano in età adulta e dipendono dai livelli di placca, dal fumo, dallo stress, da malattie come il diabete e dall’efficienza del sistema immunitario.
  • Parodontite Aggressiva: la parodontite aggressiva è molto meno frequente della parodontite cronica. Di solito si verifica nei giovani adulti e negli anziani senza patologie pregresse. Perché si possa parlare di parodontite aggressiva sono necessarie tre condizioni: che il soggetto sia sano, che altri familiari abbiano o abbiano avuto lo stesso problema, e che gli effetti distruttivi della malattia si manifestino molto rapidamente.
  • Parodontite Ulcero-necrotica: la malattia parodontale necrotizzante è una patologia che, per la rapida insorgenza e progressione, può, in un periodo relativamente breve, determinare un rilevante danno a carico dei tessuti di supporto del dente. Questa insorge in pazienti medicalmente compromessi, soprattutto con immunodeficit HIV-correlato, o in soggetti sani ma sottoposti a stress psico-fisico. A differenza delle altre forme di malattia parodontale, l’evoluzione della malattia è molto rapida e ha carattere distruttivo. Tra i sintomi necrosi e ulcere gengivali. La compromissione della gengiva in assenza di trattamento può peggiorare e danneggiare i tessuti parodontali profondi come legamento parodontale e osso alveolare.

Come prevenire la parodontite?

Fortunatamente questi disturbi possono essere prevenuti attraverso l’igiene orale quotidiana e mettendo in pratica alcune sane abitudini, come consiglia l’American Academy of Periodontology:

  • Lavare sempre i denti: lavare i denti dopo aver mangiato rimuove placca e residui di cibo tra denti e gengive. Non dimenticare mai di lavare la lingua, i batteri amano nascondersi proprio lì!
  • Usare sempre il filo interdentale: utilizzare il filo almeno una volta al giorno rimuovendo le particelle di cibo e placca che lo spazzolino non può raggiungere.
  • Fare gli sciacqui col collutorio: utilizzare un collutorio può aiutare a ridurre la placca e rimuovere le particelle di cibo che filo interdentale e spazzolino non raggiungono.
  • Controllare le proprie abitudini: la dieta, il fumo, ma anche l’età e la genetica, possono aumentare il rischio di andare incontro al disturbo parodontale. Se pensi di essere a rischio, parlane subito col dentista.

La parodontite è contagiosa?

I batteri responsabili della malattia parodontale si trasmettono per via orale.

Per questo motivo, l’American Academy of Periodontology raccomanda di sottoporre a visita parodontale tutti i membri della famiglia se uno di loro ne è affetto.

Come e quando rivolgersi ad uno specialista?

La chiave per proteggere il proprio sorriso sta nell’incontrare periodicamente un parodontologo e identificare i sintomi del disturbo precocemente. È consigliato, per chi presenta fattori di rischio, prenotare una volta all’anno una visita CPE (Comprehensive periodontal evaluation).

Questa visita è utile per individuare lo stato di salute di osso, gengive e denti.

Il dentista rimane un punto di riferimento quando si parla di parodontite. Se le tue gengive sono gonfie, doloranti e sanguinanti, rivolgiti subito al dentista, non aspettare.