Sintomi del diabete e come prevenirlo


08/06/2021

Cosa devo sapere sul diabete?

Il diabete mellito è una patologia cronica, con un background multifattoriale, caratterizzata da un aumento eccessivo dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Tale aumento è determinato dalla mancata o insufficiente produzione di insulina, fondamentale al nostro organismo per metabolizzare gli zuccheri.

 

Diabete tipo 1 e diabete tipo 2, cosa sono e come riconoscerli:

  • Il diabete mellito di tipo 1 o insulino-dipendente (SD1) è causato dalla distruzione delle cellule beta-pancreatiche, che si traduce in una grave mancanza di insulina.

Circa il 5-10% dei casi di diabete è di tipo 1.

L’SD1 di solito si presenta con sintomi gravi, come poliuria (produzione di elevate quantità di urina), seteintensa, polifagia (aumento inusuale della sensazione di fame), perdita di peso e in alcuni casi evolve nel coma (chetoacidosi diabetica), condizione grave che può portare a morte se non trattata.

  • Il diabete mellito di tipo 2 o non insulino-dipendente (SD2) è caratterizzato da una progressiva diminuzione della secrezione di insulina per far fronte ai bisogni metabolici, oppure dal fatto che le cellule muscolari, adipose ed epatiche non rispondono correttamente all’azione dell’insulina (resistenza all’insulina).

Circa il 90% dei casi di diabete è di tipo 2, tipico dell’età matura.

I sintomi del diabete tipo 2 possono essere analoghi a quelli del diabete tipo 1, cioè poliuria, polidipsia e facilità alle infezioni. Di solito si manifestano dopo molti anni, periodo durante il quale la glicemia risulta sempre più alterata, a digiuno e dopo i pasti, ed iniziano a comparire le complicanze della malattia.

La diagnosi del diabete avviene misurando il valore dello zucchero nel sangue (glucosio). Si può formulare diagnosi di diabete mellito quando: la glicemia a digiuno supera i 126 mg/dl in almeno due giorni differenti, o in alternativa se valori di emoglobina glicata superiori a 6,5% vengono confermati da un secondo prelievo (tuttavia i valori di HbA1c <6,5 NON la escludono); inoltre se la glicemia è maggiore di 200 mg/dl in presenza di sintomi.

Infine, il diabete può essere diagnosticato o confermato con il Test di tolleranza al glucosio (o da carico orale di glucosio). In questo caso, si parla di diabete quando i livelli di zucchero, due ore dopo l’assunzione del glucosio per via orale, sono superiori a 200 mg/dl. Tra i 140 e 199 mg/dl invece si parla di alterata tolleranza al glucosio (IGT – Impaired Glucose Tolerance).

Per alterata glicemia a digiuno (IFG - Impaired Fasting Glucose) si intende una condizione definita da una glicemia a digiuno compresa fra 100 e 125 mg/dl.

 

L’incidenza del diabete è in forte aumento, tanto da poter parlare di pandemia; la malattia sta minacciando una parte crescente della popolazione mondiale. I diabetici nel mondo sono stimati in 425 milioni, mentre si prevede che questo numero raggiungerà i 642 milioni nel 2030.

 

Solo in Europa sono presenti 66 milioni di diabetici, mentre le vittime sono 677.000.

Il tasso di mortalità delle persone sotto i 60 anni è del 28%, e il costo, sia finanziario che sociale, per il trattamento della malattia e delle sue complicanze è estremamente elevato, rappresentando il 10% della spesa sanitaria globale.

Le complicanze del diabete sono dovute principalmente alla micro e macroangiopatia; tra le principali citiamo:

  • nefropatia,
  • retinopatia,
  • patologia cardiovascolare (ipertensione arteriosa, angina pectoris, infarto miocardico, insufficienza cardiaca),
  • ischemia cerebrale/ictus cerebri,
  • neuropatia periferica,
  • ischemia arteriosa periferica.

Queste due ultime condizioni sono la causa del piede diabetico.

 

Diabete sintomi e come riconoscerlo: quali sono i fattori che predispongono la sua insorgenza?

Mentre il diabete mellito di tipo 1, SD1, è considerato una malattia autoimmune, fattori genetici e ambientaligiocano un ruolo importante nella comparsa dell’SD2.

I fattori ambientali includono:

  • l'obesità,
  • lo stile di vita sedentario
  • il consumo di cibi ricchi di zuccheri semplici e grassi
  • l’introito eccessivo di calorie.

È importante identificare le persone ad alto rischio e intervenire tempestivamente. La collaborazione di questi pazienti con il medico curante è necessaria per determinare caso per caso gli esami da eseguire, nonché le misure per la prevenzione o la cura del diabete.

 

Come possiamo prevenire il diabete di tipo 2?

Per prevenire il diabete è fondamentale agire su due gruppi distinti:

  • su tutta la popolazione, intervenendo sullo stile di vita con la promozione di campagne mirate da parte di autorità sanitarie, società scientifiche, associazioni di pazienti, ecc.
  • su un gruppo target, in base al rischio di sviluppare il diabete mellito, o di tipo 2; in questo caso la prevenzione è rivolta a tutte quelle persone che presentano un rischio elevato (alterata glicemia a digiuno, sovrappeso, obesità, familiarità positiva, dislipidemie, ecc.).

A livello di singolo individuo rivestono un ruolo strategico il medico curante e la struttura sanitaria territoriale di riferimento nel prevenire, diagnosticare precocemente e trattare il diabete.

 

Diabete e prevenzione

  1. La NUTRIZIONE e la dieta equilibrata rimangono la pietra angolare nella prevenzione del diabete.

È importante:

  • ridurre il peso corporeo di almeno il 5%, se aumentato
  • ridurre i grassi totali, al di sotto del 30% rispetto all'apporto calorico giornaliero
  • ridurre i grassi saturi al di sotto del 10% rispetto all’apporto calorico giornaliero
  • aumentare l'assunzione di fibre (almeno 25-30 g al giorno).

 

  1. L'ESERCIZIO il secondo strumento per la prevenzione dell’SD2.

Si consiglia l'esercizio aerobico di moderata o elevata intensità, almeno 5 volte a settimana.

Camminare, nuotare, andare in bicicletta, ballare e altre attività sportive ci aiutano a vivere di più e meglio.

Includere l’esercizio fisico (30 minuti al giorno) nella vita quotidiana aiuta a ridurre il rischio di sviluppare il diabete del 58%. Studi scientifici hanno dimostrato inoltre, che la perdita di peso (in caso di sovrappeso e obesità) del 5-10% può ridurre il rischio di sviluppare il diabete o addirittura invertire tale rischio.

 

Chi rischia di ammalarsi di diabete?

Le persone appartenenti a uno dei seguenti gruppi sono a maggior rischio di sviluppare il diabete ed è fondamentale che si sottopongano ad esami di screening:

  • Età superiore ai 45 anni
  • Circonferenza vita> 102 cm (uomini) e > 88 cm (donne)
  • Indice di massa corporea > 30 (IMC=kg/m2=peso/altezza2)
  • Storia familiare di diabete
  • Storia di ipertensione o malattie cardiovascolari
  • Dislipidemie
  • Donne in gravidanza
  • Bambini nati con peso superiore ai 4 Kg (macrosomici)
  • Donne con sindrome dell'ovaio policistico
  • Assunzione di medicinali che aumentano la glicemia

 

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