Tumore al collo dell’utero: cos’è e come fare prevenzione
Il tumore al collo dell’utero (o tumore della cervice uterina) è una delle patologie oncologiche femminili più importanti dal punto di vista della prevenzione. Questo perché nella maggioranza dei casi si può prevenire o intercettare molto presto, quando è curabile in modo efficace. Questo avviene grazie a due strumenti fondamentali: la vaccinazione contro l’HPV e la prevenzione tramite Pap test e HPV test. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera infatti il tumore cervicale una malattia eliminabile come problema di salute pubblica, proprio perché esistono interventi preventivi solidi e disponibili.
In questo articolo vediamo in modo chiaro:
che cos’è il tumore al collo dell’utero,
qual è la causa principale,
quali sono i segnali da conoscere,
e soprattutto come fare prevenzione in modo corretto e regolare.
Cos’è il tumore al collo dell’utero (carcinoma della cervice)
Il tumore al collo dell’utero si sviluppa nella cervice uterina, cioè la parte “di passaggio” tra la vagina e l’utero. È una zona delicata perché composta da cellule che, nel corso della vita, possono andare incontro a trasformazioni.
È importante distinguere tra:
lesioni precancerose (alterazioni cellulari iniziali),
e tumore invasivo (quando le cellule maligne superano i confini del tessuto e possono diffondersi).
La maggior parte delle lesioni precancerose evolve lentamente, spesso nell’arco di anni. Queste tempistiche dilatate ci permettono di individuare e trattare le alterazioni prima che diventino cancro. È il motivo per cui il tumore cervicale è considerato tra i più prevenibili in assoluto.
La causa principale: l’infezione da HPV
La maggior parte dei tumori del collo dell’utero sono legati a un’infezione persistente da Papilloma Virus umano (HPV). L’HPV è un virus molto comune, trasmesso principalmente per contatto sessuale: nella vita, la maggior parte delle persone entra in contatto con almeno un tipo di HPV.
Esistono però diversi ceppi di questo virus. Alcuni sono “a basso rischio” e possono causare problematiche secondarie come, per esempio, verruche genitali. Altri invece sono “ad alto rischio oncogeno” e sono quelli che, se affrontati per tempo, possono determinare alterazioni cellulari della cervice.
È fondamentale comprendere che avere l’HPV non significa avere un tumore.
Nella maggior parte dei casi l’organismo elimina il virus spontaneamente. Il rischio aumenta quando l’infezione persiste per anni, perché lascia più tempo al virus per indurre modificazioni nelle cellule cervicali.
Fattori di rischio: chi deve fare più attenzione
Il fattore di rischio principale è l’infezione persistente da HPV ad alto rischio, ma ci sono condizioni che possono favorirne la durata o l’evoluzione:
fumo di sigaretta, che riduce le difese locali e aumenta il rischio di lesioni precancerose;
sistema immunitario indebolito (per esempio in persone con HIV o soggette a terapia immunosoppressiva), che rende più difficile eliminare il virus;
assenza di prevenzione, cioè non eseguire controlli regolari per anni;
alcune condizioni ginecologiche o comportamentali (come rapporti non protetti con partner multipli nel tempo) possono aumentare la probabilità di esposizione al virus, senza che questo comporti giudizi: è un dato medico, non morale.
Sintomi del tumore cervicale e perché spesso non si notano subito
Nelle fasi iniziali, il tumore al collo dell’utero può essere completamente asintomatico. Ecco perché la prevenzione non può basarsi sui sintomi, ma deve essere svolta con regolarità.
Quando la malattia è più avanzata, possono comparire segnali come:
sanguinamenti anomali (tra un ciclo e l’altro, dopo i rapporti sessuali, o dopo la menopausa);
perdite vaginali insolite per quantità, colore o odore;
dolore pelvico persistente o durante i rapporti.
Questi sintomi non indicano automaticamente un tumore (spesso dipendono da cause benigne), ma vanno valutati dal ginecologo, soprattutto se persistenti.
Come fare prevenzione per il tumore al collo dell’utero
Per fare prevenzione del tumore al collo dell’utero in modo efficace, è importante sapere che oggi esistono strategie consolidate che permettono di ridurre drasticamente il rischio e di individuare eventuali lesioni in fase molto precoce. La prevenzione si basa su due pilastri, che funzionano meglio se usati insieme:
Vaccinazione contro l’HPV (prevenzione primaria): protegge dai ceppi di Papilloma Virus ad alto rischio più spesso responsabili del tumore cervicale. È raccomandata preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale (di norma in età pre-adolescenziale), ma può essere utile anche come recupero secondo le indicazioni sanitarie.
Pap test e HPV test (prevenzione secondaria): serve a individuare le alterazioni cellulari prima che diventino un tumore, spesso quando non ci sono sintomi.
Controlli ginecologici mirati se compaiono sintomi sospetti: anche se nelle fasi iniziali il tumore cervicale è spesso asintomatico, sanguinamenti anomali, perdite insolite o dolore pelvico persistente meritano sempre una valutazione specialistica.
Effettuare prevenzione anche se si è vaccinate: il vaccino riduce moltissimo il rischio, ma non copre tutti i ceppi oncogeni; per questo vaccino e prevenzione sono complementari, non alternativi.
Prevenzione primaria: la vaccinazione contro l’HPV
La prevenzione più efficace in assoluto è evitare che l’infezione da HPV ad alto rischio si instauri. Questo è possibile grazie alla vaccinazione anti-HPV.
A cosa serve il vaccino HPV
Il vaccino protegge dai ceppi di HPV più frequentemente responsabili di lesioni precancerose e tumori cervicali. Non cura le infezioni già presenti, ma previene nuove infezioni future. Per questo è particolarmente efficace se somministrato prima dell’inizio dell’attività sessuale.
Quando è consigliato
Le raccomandazioni internazionali indicano una vaccinazione di routine tra 9 e 14 anni, con due dosi distanziate nel tempo; chi inizia più tardi può aver bisogno di tre dosi.
È prevista anche la vaccinazione “di recupero” per adolescenti e giovani adulti non vaccinati, in particolare fino ai 26 anni, secondo i programmi sanitari.
Perché è importante anche per i ragazzi
L’HPV non riguarda solo le donne. Vaccinare anche i ragazzi riduce la circolazione del virus e protegge da altre patologie HPV-correlate. È un approccio di salute pubblica sempre più adottato.
Prevenzione secondaria: Pap test e HPV test
La prevenzione secondaria serve a individuare lesioni precancerose o tumori iniziali quando non ci sono sintomi.
Pap test: cos’è e quando si fa
Il Pap test (o esame citologico) analizza le cellule della cervice per vedere se sono presenti alterazioni.
È consigliato in genere:
tra 25 e 29 anni,
con un intervallo di circa 3 anni se negativo.
HPV test: cos’è e perché è diventato il test principale
L’HPV DNA test ricerca direttamente la presenza di HPV ad alto rischio. Le evidenze scientifiche mostrano che è più efficace del Pap test nel rilevare precocemente il rischio di lesione, soprattutto dopo i 30 anni.
Per questo:
viene proposto dai 30 anni in su,
con un intervallo di 5 anni se negativo.
Perché questi intervalli sono sicuri
Un HPV test negativo indica un rischio molto basso di sviluppare una lesione significativa nei successivi anni. Da qui la possibilità di controlli meno frequenti ma più mirati.
Se Pap test o HPV test sono positivi: cosa succede
Ricevere un referto positivo può spaventare, ma è importante chiarire subito che:
positivo non significa tumore.
Caso 1: HPV test positivo
Se l’HPV test rileva un virus ad alto rischio, il percorso standard prevede:
Pap test di triage (per capire se il virus ha già causato modifiche cellulari);
in base al risultato, un controllo più ravvicinato o un approfondimento.
Caso 2: Pap test con alterazioni
Se il Pap test mostra cellule sospette o anomale, il medico può indicare:
colposcopia, cioè un esame che osserva la cervice con una lente ottica speciale, spesso con eventuale biopsia mirata.
La colposcopia non è dolorosa come un intervento: è un esame di secondo livello che serve a capire se ci sono lesioni da trattare e quanto sono importanti.
La prevenzione del tumore cervicale permette di ridurre la probabilità di infezione persistente da HPV ad alto rischio e di intercettare precocemente le lesioni precancerose.
L’OMS ha fissato obiettivi globali “90-70-90” per eliminare il tumore cervicale:
90% delle ragazze vaccinate entro i 15 anni,
70% delle donne sottoposte a prevenzione tramite test efficaci entro 35 e 45 anni,
90% delle donne con lesioni trattate adeguatamente.
Il tumore al collo dell’utero è una malattia molto, ma oggi abbiamo strumenti molto efficaci per evitarla o scoprirla precocemente
La prevenzione del carcinoma della cervice uterina non richiede azioni complicate, ma costanza. Vaccinarsi contro l’HPV quando indicato ed effettuare visite di controllo con regolarità sono due abitudini che lavorano insieme: il vaccino riduce il rischio di infezione persistente, mentre Pap test e HPV test controllano nel tempo che la cervice resti sana. Inserire questi controlli nella propria routine di salute è il modo più efficace per prevenire la maggior parte dei tumori cervicali o scoprirli molto precocemente, quando le cure sono più semplici e risolutive.