Tumore all'ovaio: guida a sintomi, cause, diagnosi e prevenzione


06/10/2024

Il tumore dell’ovaio è una neoplasia ginecologica che colpisce le ovaie, organi fondamentali per la produzione degli ormoni femminili e degli ovociti. È considerato uno dei tumori ginecologici più complessi da diagnosticare precocemente perché nelle fasi iniziali può manifestarsi con sintomi poco specifici come gonfiore addominale, dolore pelvico o alterazioni intestinali.

Conoscere cause, fattori di rischio genetici come le mutazioni BRCA1 e BRCA2, sintomi, esami diagnostici e terapie disponibili è fondamentale per affrontare in modo più consapevole il percorso di prevenzione, diagnosi e cura del tumore ovarico.

Che cos'è il tumore dell'ovaio e quanto è diffuso

Le ovaie sono due piccoli organi situati nel bacino femminile, con funzioni fondamentali: produrre gli ormoni sessuali femminili (estrogeni e progesterone) e rilasciare gli ovociti. Il tumore all’ovaio si sviluppa quando alcune cellule crescono in modo incontrollato, formando una massa anomala. 

Esistono diversi tipi di tumore, che originano da tre categorie di cellule:

  • Epiteliali: i più comuni, rappresentano oltre il 90% dei casi.

  • Germinali: originano dalle cellule che producono gli ovociti.

  • Stromali: derivano dal tessuto che sostiene le ovaie e produce ormoni.

In Italia si registrano circa 6.000 nuovi casi ogni anno. La sopravvivenza a 5 anni si attesta intorno al 43%, un dato legato soprattutto alla diagnosi tardiva, poiché i sintomi nelle fasi iniziali sono poco specifici.

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Le cause e i fattori di rischio: un focus sulla genetica

I principali fattori di rischio includono:

  • Età: il picco di incidenza si concentra tra i 50 e i 69 anni.

  • Fattori ormonali: un numero elevato di ovulazioni (menarca precoce, menopausa tardiva, assenza di gravidanze).

  • Fattori protettivi: gravidanze, allattamento e uso di contraccettivi orali.

  • Stile di vita e altre patologie: obesità ed endometriosi.

Un capitolo a parte riguarda la genetica. Le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 possono aumentare il rischio fino al 40%. Anche la sindrome di Lynch è associata a una maggiore probabilità di sviluppare la malattia. In caso di forte familiarità, la consulenza genetica rappresenta uno strumento importante per valutare percorsi di prevenzione personalizzati.

 

I sintomi del tumore ovarico: perché è difficile riconoscerli

Il tumore all’ovaio è considerato un “tumore silenzioso” perché i sintomi sono spesso assenti o poco chiari nelle fasi iniziali. Alcuni segnali da non sottovalutare:

  • Gonfiore addominale persistente (meteorismo)

  • Dolore addominale o pelvico

  • Bisogno frequente o urgente di urinare

  • Mancanza di appetito o sensazione di sazietà precoce

  • Cambiamenti intestinali (stipsi o diarrea)

  • Sanguinamento vaginale anomalo

  • Stanchezza inspiegabile

La valutazione medica è necessaria quando questi sintomi sono nuovi, frequenti (quasi quotidiani per oltre 2-3 settimane) e non spiegabili da altre condizioni.

 

Come avviene la diagnosi: dagli esami alla stadiazione

Il percorso diagnostico comprende più passaggi:

  • Visita ginecologica e anamnesi: prima valutazione clinica ed esame pelvico, con raccolta della storia familiare.

  • Ecografia transvaginale: esame di primo livello per valutare le ovaie e identificare eventuali masse sospette.

  • Dosaggio dei marcatori tumorali: come CA-125 e HE4, utili come indicatori ma non sufficienti da soli per la diagnosi.

  • Diagnostica per immagini avanzata: TC e risonanza magnetica permettono di definire l’estensione della malattia e pianificare la terapia.

  • Conferma istologica: ottenuta tramite biopsia o durante l’intervento chirurgico.

Dopo la diagnosi viene definita la stadiazione (Stadio I-IV), che stabilisce la diffusione del tumore e orienta la scelta terapeutica.

 

Come si cura il tumore all'ovaio: le terapie più efficaci

Il trattamento è sempre personalizzato e multidisciplinare. Le opzioni principali comprendono:

  • Chirurgia: obiettivo di rimuovere tutta la malattia visibile (citoriduzione). È fondamentale che venga eseguita in centri specializzati.

  • Chemioterapia: può essere prescritta prima o dopo la chirurgia. I farmaci più utilizzati sono a base di platino e taxani.

  • Terapie a bersaglio molecolare: comprendono gli anti-angiogenetici e gli inibitori di PARP, particolarmente utili nelle pazienti con mutazioni BRCA.

 

La vita dopo la diagnosi: supporto e controlli

Ricevere una diagnosi di tumore ovarico non significa affrontare tutto da sole. Dopo le terapie, inizia un nuovo capitolo che richiede cura, attenzione e soprattutto sostegno.

Il supporto psicologico può fare la differenza: figure specializzate in psico-oncologia aiutano ad elaborare le emozioni legate alla malattia, a gestire ansia e paure e a ritrovare un equilibrio nella quotidianità. Parlare con qualcuno che conosce il percorso può alleggerire il peso emotivo e restituire fiducia.

Anche le associazioni di pazienti rappresentano un punto di riferimento prezioso. Offrono ascolto, informazioni pratiche e occasioni di confronto con chi sta vivendo o ha vissuto la stessa esperienza. Condividere dubbi, timori e piccoli successi crea una rete di solidarietà concreta.

Infine, i controlli di follow-up sono un tassello fondamentale: visite mediche, esami del sangue e indagini strumentali servono a monitorare lo stato di salute e a individuare tempestivamente eventuali recidive. Questo percorso di sorveglianza continua non è solo una precauzione, ma anche un modo per sentirsi accompagnate e protette nel tempo.



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