Giornata Mondiale dell’Endometriosi

Dare voce al dolore silenzioso: conoscenza, diagnosi precoce e nuove prospettive di cura


01/03/2026

Ogni 28 marzo, in tutto il mondo si accende una luce gialla per dare visibilità a una condizione ancora troppo spesso taciuta: l’endometriosi. 

Una malattia cronica, infiammatoria e complessa, che colpisce circa 1 donna su 10 in età fertile e che, nonostante la sua diffusione, è ancora circondata da ritardi diagnostici, incomprensioni e pregiudizi. 

La Giornata Mondiale dell’Endometriosi nasce per informare, sensibilizzare e restituire voce alle donne che convivono ogni giorno con questa realtà. 

 

Cos’è l’endometriosi 

L’endometriosi è una patologia ginecologica benigna ma cronica, causata dalla presenza di cellule endometriali (che normalmente rivestono l’interno dell’utero) in sedi anomale: ovaie, tube, vescica, intestino, peritoneo e, in casi più rari, anche in altri organi. 

Queste cellule, influenzate dagli ormoni femminili, si comportano come l’endometrio uterino: si ispessiscono, si sfaldano e sanguinano a ogni ciclo mestruale. 

Ma, trovandosi fuori sede, non possono essere eliminate: questo genera infiammazione cronica, aderenze e dolore. 

 

Sintomi e impatto sulla qualità della vita 

Il sintomo principale è il dolore pelvico, che può manifestarsi in diversi momenti: 

  • durante il ciclo mestruale (dismenorrea); 

  • durante i rapporti sessuali (dispareunia); 

  • durante la defecazione o la minzione (dischezia o disuria). 

A questi possono associarsi stanchezza cronica, disturbi intestinali, gonfiore addominale e difficoltà a concepire. 

L’endometriosi è una malattia che va oltre il dolore fisico: può influenzare la sfera emotiva, le relazioni, la vita lavorativa e la fertilità, portando spesso con sé senso di solitudine e frustrazione. 

 

Diagnosi: un percorso spesso lungo 

Uno dei problemi principali è il ritardo diagnostico, che in Italia si aggira tra i 7 e i 12 anni. 

Spesso i sintomi vengono sottovalutati o attribuiti a dolori mestruali “normali”, ritardando l’intervento di uno specialista. 

 

La diagnosi avviene attraverso: 

  • visita ginecologica mirata; 

  • ecografia transvaginale; 

  • risonanza magnetica pelvica, utile per valutare l’estensione delle lesioni; 

  • laparoscopia diagnostica, nei casi più complessi. 

Una diagnosi precoce permette di limitare la progressione della malattia e di impostare un piano terapeutico più efficace. 

 

Endometriosi e fertilità 

Per circa una donna su due con endometriosi, la malattia può rappresentare una sfida nella ricerca di una gravidanza spontanea. 

Le lesioni endometriosiche possono infatti provocare infiammazione, aderenze e cisti ovariche (endometriomi), che compromettono l’ovulazione e la funzionalità delle tube di Falloppio. 

Tuttavia, endometriosi e gravidanza non sono più un binomio impossibile. 

Grazie ai progressi della medicina e alle nuove tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), molte donne riescono oggi a coronare il desiderio di maternità. 

 

Le opzioni terapeutiche 

Il trattamento dell’endometriosi è personalizzato e varia in base all’età, alla gravità della malattia, al desiderio di gravidanza e alla risposta individuale. 

Le principali opzioni includono: 

  • Terapia farmacologica → riduce l’infiammazione e il dolore, e può rallentare la progressione della malattia. 

  • Chirurgia laparoscopica → rimuove le lesioni endometriosiche preservando la fertilità. 

  • Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) → supporta il concepimento nei casi in cui le vie naturali siano compromesse. 

  • Social Freezing (crioconservazione degli ovociti) → offre alle donne più giovani la possibilità di preservare la fertilità, congelando ovociti in età biologicamente favorevole per un uso futuro. 

In ogni caso, il trattamento deve essere multidisciplinare, con il contributo di ginecologi, endocrinologi, nutrizionisti e psicologi. 

 

Endometriosi e gravidanza: una speranza concreta 

Molte donne con endometriosi lieve o moderata riescono a concepire naturalmente, mentre nelle forme più avanzate è possibile ricorrere a tecniche di Fecondazione Assistita: 

  • IUI (inseminazione intrauterina) per le forme lievi; 

  • FIVET o ICSI, che prevedono la fecondazione in vitro e il trasferimento dell’embrione in utero, per le forme più complesse o associate a infertilità maschile. 

La diagnosi precoce, la pianificazione della gravidanza e il sostegno medico dedicato rendono oggi possibile ciò che un tempo sembrava difficile. 

 

Vivere con l’endometriosi 

L’endometriosi non è solo una malattia ginecologica, ma una condizione cronica che richiede ascolto, empatia e continuità assistenziale. 

Oltre ai trattamenti medici, è importante lavorare su: 

  • gestione del dolore cronico; 

  • supporto psicologico, per affrontare stress e impatto emotivo; 

  • stile di vita sano, con alimentazione equilibrata e attività fisica moderata; 

 

Oggi, grazie a diagnosi più tempestive, terapie mirate e nuove possibilità di preservare la fertilità, vivere e diventare madri con l’endometriosi è possibile. 

La consapevolezza resta la cura più potente: solo conoscendo la malattia possiamo imparare ad affrontarla, senza paura. 

 

Dare un nome al dolore è il primo passo per riprendere il controllo sulla propria vita.