Diagnostica citogenetica prenatale
Descrizione servizio
Informazioni
Diagnostica citogenetica prenatale
Diagnostica citogenetica prenatale
Come avviene l'amniocentesi?
Aspetti tecnici della procedura
Il prelievo di liquido amniotico viene effettuato per via transaddominale tramite l’inserimento di un ago in cavità amniotica.
Immediatamente prima dell’esecuzione della procedura deve essere eseguito sistematicamente un controllo ecografico per confermare la vitalità, valutare il numero e la posizione fetale, escludere una gravidanza multipla, rilevarne la biometria, confermare l’età gestazionale, infine valutare il volume del liquido amniotico e la localizzazione della placenta.
Con la tecnica guidata ecograficamente, l’utilizzo degli ultrasuoni era limitato a selezionare il sito dove inserire l’ago prima dell’esecuzione dell’amniocentesi; successivamente l’ago veniva inserito alla cieca in cavità amniotica.
Con l’introduzione della tecnica monitorata ecograficamente, l’utilizzo continuo degli ultrasuoni durante la procedura consente la visualizzazione costante del movimento dell’ago e del feto.
Dopo la valutazione ecografica si procede alla disinfezione della cute e all’allestimento del campo.
L’inserimento dell’ago viene effettuato sotto visione ecografica e il sito viene selezionato cercando di evitare la placenta. È stato rilevato che l’attraversamento della placenta durante l’amniocentesi comportava un aumento del rischio di aborto. Altri studi attestano che la via transplacentare non si associa ad un aumento dei rischi.
La localizzazione anteriore della placenta non controindica la procedura, ma qualora si renda necessaria la puntura transplacentare per accedere ad un’idonea tasca di liquido amniotico, è importante tenersi lontano dall’inserzione del cordone ombelicale.
Una volta prescelto il sito di inserzione, sotto visione ecografica diretta, un ago spinale di 22-gauge viene inserito a mano libera lungo il lato del trasduttore, e la punta dell’ago viene monitorata costantemente durante l’intera durata della procedura.
Attraverso la connessione di una siringa all’ago, si procede all’aspirazione del fluido amniotico, provvedendo alla eliminazione iniziale di una piccola quantità di liquido (0,5 cc), allo scopo di ridurre la probabilità di contaminazione del fluido con cellule materne.
Un metodo alternativo per eseguire la procedura sotto guida ecografica continua consiste nell’introdurre l’ago obliquamente a distanza dal trasduttore, consentendo la visualizzazione dell’ago per l’intera lunghezza.
Dopo l’aspirazione del liquido amniotico e la rimozione dell’ago, si documenta ecograficamente l’attività cardiaca fetale al termine della procedura.
Analisi
L’analisi citogenetica convenzionale degli amniociti viene attuata mediante il prelievo di 15-20 ml di fluido amniotico, nel corso dell’amniocentesi tradizionale, seguito dall’allestimento delle colture fino all’analisi dei cromosomi in metafase.
Il tempo necessario per avere una risposta con la tecnica citogenetica classica è di circa 12-15 giorni. In circa lo 0,5% dei casi può verificarsi il fallimento della coltura dovuto ad insufficiente o totale mancanza di cellule vitali nel campione prelevato o a contaminazione ematica recente o pregressa del liquido amniotico. In questi casi non si può ottenere un risultato diagnostico se non ripetendo il prelievo diagnostico.
Bibliografia: Monni et al. “Risveglio ostetrico” anno 1 n 1/2
Tecniche di esecuzione della villocentesi
Tecniche di esecuzione della villocentesi
La villocentesi può essere eseguita con due metodiche diverse: villocentesi vagino-cervicale e villocentesi addominale.
Villocentesi vagino-cervicale
La tecnica più antica utilizzata per eseguire la villocentesi è quella effettuata per via vagino-cervicale. Si introduce un catetere di polietilene, molto flessibile che viene fatto passare attraverso l’utero; in alternativa è possibile utilizzare una pinza da biopsia. Il prelievo viene eseguito sempre sotto stretto controllo ecografico. Pur essendo la tecnica per prima messa a punto, oggi la villocentesi vagino-cervicale è stata quasi completamente sostituita dalla villocentesi trans-addominale. Tuttavia rimane sempre a discrezione del medico quale sia la migliore via d’accesso per raggiungere il materiale da prelevare.
Villocentesi transaddominale
Anche in questo caso la metodica prevede uno stretto controllo ecografico. La villocentesi trans-addominale consiste nell’introduzione di un ago sottilissimo attraverso la parete addominale fino a raggiungere il tessuto coriale dopo aver ovviamente opportunamente sterilizzato perfettamente la parte. E’ fondamentale l’utilizzo di materiale sterile. Il campione viene aspirato da una siringa che contiene un apposito mezzo di coltura: un liquido di coltura unito ad una soluzione fisiologica. Si introduce l’ago fino ad arrivare al chorion frondosum, dopodiché si introduce un secondo ago (che effettua il prelievo). Si effettuano vari movimenti finché il materiale non sarà raccolto. Potrebbe essere necessario ripetere la procedura per due o tre volte, finché non sarà raggiunta la quantità di materiale coriale necessario.
È possibile effettuare diversi tipi di approccio al materiale coriale: laterale, posteriore o anteriore. In genere viene raccolto il chorion laterale che è abbondante ed anche spesso, per cui basta anche una sola introduzione dell’ago.
La scelta tra l’esecuzione della villocentesi vagino–cervicale e quella trans-addominale viene effettuata dal medico valutando tutti i fattori in gioco: posizione del feto e posizionamento della placenta; misurazione della lunghezza del feto ed il suo grado di vitalità. Bisogna poi tenere in considerazione la posizione dell’utero. Entrambe le tecniche di esecuzione si rivelano sicure ed attendibili.