Cuore e prevenzione: perché e quando effettuare un controllo cardiologico.
Il 29 settembre è la giornata mondiale del cuore e per molti questo fa di settembre il mese della prevenzione cardiologica. Questa dicitura però è piuttosto vaga, cosa significa davvero prendersi cura della salute del nostro cuore?
Effettuare un controllo cardiologico è fondamentale per valutare la salute del sistema cardiovascolare prima che i sintomi delle malattie cardiache si manifestino. Questo tipo di controllo consente di individuare precocemente segni di eventuali patologie, offrendo la possibilità di prevenirle o curarle tempestivamente.
Scopriamo insieme che esami si possono fare a scopo preventivo e soprattutto quando ha senso farli.
A che età effettuare il primo controllo cardiologico e ogni quanto farlo?
Non esiste un’età specifica in cui effettuare i primi controlli cardiologici, dipende molto da paziente a paziente, dalla presenza di fattori di rischio specifici o da una storia familiare di malattie cardiache precoci.
In assenza di problematiche particolari è comunque sempre bene effettuare almeno un controllo cardiaco prima dei 18 anni, tenendo a mente che la finalità di controllo in un adolescente o in età adulta è spesso diversa.
In età infantile o adolescenziale il medico va ad analizzare la presenza di eventuali patologie congenite, che potrebbero essere anche asintomatiche. In età adulta, invece, i controlli cardiaci servono invece a ricercare segni di eventuali patologie insorte nel tempo, che possono essere legate all’avanzare degli anni o ad uno stile di vita scorretto.
Ma con che frequenza è consigliato ripetere questa tipologia di controllo? Le malattie cardiovascolari sono spesso collegabili a comportamenti scorretti che influiscono sull’incorrere di eventuali patologie. Le visite di controllo permettono di diagnosticare, monitorare o escludere disturbi cardiologici di diverso tipo ed è quindi consigliabile effettuarli con regolarità.
I controlli prevedono esami di diverso tipo e la frequenza con i quali realizzarli può variare a seconda dell’esame o del tipo di controllo stesso, è tuttavia consigliabile, in soggetti sani con più di 40 anni, fare almeno un controllo completo ogni 2 anni, annualmente superati i 60 anni.
Quali sono i principali esami di controllo per la prevenzione cardiologica?
Vediamo alcuni degli esami più comuni che possono essere fatti per monitorare lo stato di salute del nostro cuore:
· Misurazione della pressione sanguigna: è suggeribile effettuarla almeno una volta l’anno, è un esame non invasivo, la pressione viene misurata a livello dell’arteria del braccio tramite un comune apparecchio. Questo esame permette di rilevare lo stato di pressione sanguigna esercitato sulle pareti arteriose del nostro sistema cardiocircolatorio.
· Analisi del sangue: sono fondamentali per valutare alcuni elementi presenti nel nostro organismo e ci permettono di avere una fotografia sulla salute del paziente. Tra gli esami principali a livello di prevenzione cardiologica c’è sicuramente quello per il colesterolo che va a misurare l’intero assetto lipidico (valori LDL, HDL, trigliceridi, etc). Per le donne, vista l’importanza che gli ormoni rivestono all’interno dell’apparato circolatorio è suggeribile effettuare analisi del sangue che prendano in considerazione anche il livello di coagulazione soprattutto nelle donne in gravidanza, prima di intraprendere terapie ormonali o dopo la menopausa.
Per chi non ha patologie particolare, quindi nei soggetti sani, si tratta di esami che possono essere effettuati ogni 2 anni, ma la cui frequenza è sempre meglio concordare con il cardiologo soprattutto se sono presenti altri fattori di rischio come obesità, diabete mellito o familiarità con eventuali patologie cardiovascolari.
· Elettrocardiogramma (ECG) e test da sforzo: l’ECG permette di monitorare l’attività elettrica del cuore, viene spesso effettuato in età infantile e adolescenziale soprattutto nell’ottica di intraprendere attività sportive, viene quindi ripetuto su base annuale. In questi casi viene effettuato anche il test da sforzo che ci permette di misurare la frequenza cardiaca, il ritmo e la pressione vengono misurate mentre il paziente effettua del movimento fisico.
Solo in caso di anomalie può essere suggeribile effettuare esami ulteriori tra cui un ecocardiogramma, che è suggeribile svolgere solo su prescrizione del proprio cardiologo.
Prevenzione cardiologica: cosa fare nella vita di tutti i giorni
Effettuare controlli periodici è fondamentale per agire preventivamente su eventuali problematiche cardiache, ma è altrettanto importante mantenere uno stile di vita sano e cercare di adottare abitudini che contribuiscono a questo stile di vita.
Tra le abitudini principali ci sono quelle alimentari: una dieta bilanciata che favorisca frutta e verdura e con un contenuto moderato di calorie e di grassi aiuta sicuramente ad avere un fisico più sano e un peso corporeo appropriato, è altresì importante ridurre l’uso di alcolici al minimo.
È altamente consigliabile non fumare ed effettuare invece regolare attività fisica per mantenere il corso sano e allenato. L’ideale sarebbe effettuare almeno 30 minuti di attività fisica giornalieri che possono tradursi anche in passeggiate o camminate regolari alternate ad attività fisica di altro tipo.
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